Tra i resti di un fabbricato rurale trovati frammenti di tegoloni e di un'anfora di ROVERETO. Sotto uno spesso strato di limo spuntano i resti di una casa d'epoca romana. Un moncone di muro, frammenti di tegoloni, il collo di un'anfora: questi i primi elementi venuti alla luce durante gli scavi (ovviamente interrotti) in vista della realizzazione del biodigestore al Navicello. Bloccato il cantiere in attesa di nuovi sopralluoghi e verifiche. Bloccato il cantiere per il biodigestore in attesa di nuovi sopralluoghi e ricerche nella zona circostante Secondo le prime indicazioni, come ha potuto rilevare l'archeologa Lorenza Endrizzi, funzionaria provinciale dei beni archeologici della Sovrintendenza, si tratterebbe di indicazioni di «un edificio legato allo sfruttamento agricolo. Come si può vedere dalla sezione del terreno, sotto uno strato di limo portato dall'Adige in piena, il livello di terra nera indica una frequentazione antropica. E la testimonianza che quel luogo era utilizzato in epoca romana lo abbiamo dal piccolo moncone di muro che si intravede in sezione, dai frammenti di tegoloni in cotto che sono stati recuperati e dal collo di un'anfora». La scoperta archeologica è avvenuta nell'area del Navicello difronte al depuratore comunale dove sono iniziati i lavori per i sottoservizi in vista dello spostamento della strada per la costruzione dell'impianto di cogestione anaerobica di fanghi di recupero e di "forsu", l'umido della raccolta differenziata. L'assistente alla direzione lavori Flavio Bazzanella non appena l'escavatore ha fatto emergere una prima indicazione di un insediamento umano, ha allertato la Sovrintendenza. «Nei prossimi giorni faremo ulteriori valutazioni e raccoglieremo altro materiale - spiega Endrizzi - anche se non ci facciamo illusioni su chissà quali scoperte. L'edificio, a differenza dei resti della villa romana che si possono vedere a fianco dell'A22 a Brentino Veronese, è stato spazzato via dalle alluvioni dell'Adige e quel poco che rimane sono soltanto dei frammenti, per carità importanti ma niente di più».
Rovereto. Dagli scavi spunta una casa romana
Gli scavi per il biodigestore al Navicello sono stati interrotti a causa di una scoperta archeologica. Sono stati trovati resti di un edificio romano, tra cui un moncone di muro, frammenti di tegoloni e il collo di un'anfora. L'archeologa Lorenza Endrizzi ha rilevato che il luogo era utilizzato in epoca romana e che si trattava di un edificio legato allo sfruttamento agricolo. La scoperta è avvenuta nell'area del Navicello, difronte al depuratore comunale. Gli scavi saranno ripresi in futuro per ulteriori valutazioni e raccogliere materiale.
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