Roma avrà vincoli di bilancio meno stretti per gli investimenti, grazie al riconoscimento delle spese sostenute per il suo ruolo di Capitale, per le quali lo Stato riconoscerà finanziamenti supplementari: dalle manifestazioni agli eventi internazionali, alle celebrazioni. Il Campidoglio, inoltre, potrà presentare i suoi progetti al Cipe. Ma il secondo decreto della riforma, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, assegna al nuovo ente speciale poteri diversi da quelli di un qualsiasi Comune italiano: alcuni arrivano dallo Stato - per esempio nuove competenze in materia ambientale, turistica e di protezione civile - altri saranno devoluti (con apposita legge regionale) dalla Pisana. Si tratta di temi particolarmente importanti e delicati, che vanno dai trasporti all'urbanistica, dal commercio alla tutela dell'ambiente. Proprio su questi poteri si è giocata la vera partita, negli ultimi mesi, tra Regione e Roma Capitale. Nasce un ente speciale ecco i nuovi poteri e fondi Roma avrà vincoli di bilancio meno stretti per gli investimenti, grazie al riconoscimento delle spese sostenute per il suo ruolo di Capitale, per le quali lo Stato riconoscerà finanziamenti supplementari: dalle manifestazioni agli eventi internazionali, alle celebrazioni. Il Campidoglio, inoltre, potrà presentare i suoi progetti al Cipe e finanziare gli interventi con gli introiti della fiscalità autonoma: addizionale sui diritti aeroportuali e contributo di soggiorno. Ma il secondo decreto della riforma, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, assegna al nuovo ente speciale poteri diversi da quelli di un qualsiasi Comune italiano: alcuni arrivano dallo Stato - per esempio nuove competenze in materia ambientale, turistica e di protezione civile - altri saranno devoluti (con apposita legge regionale) dalla Pisana. Dopo undici anni dalla riforma del capitolo V della Costituzione, il via libera di Palazzo Chigi chiude il lungo iter a cui aveva lavorato, negli ultimi anni, il senatore (ed ex vice sindaco) Mauro Cutrufo. Il primo passo era stato compiuto il 20 settembre 2010, nel giorno delle celebrazioni dei 140 anni della Breccia di Porta Pia, con l'approvazione del primo decreto: quello sull'assetto istituzionale di Roma Capitale, festeggiato con la cittadinanza onoraria al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ora il primo passo concreto sarà la preparazione del nuovo Statuto, affidata all'assemblea capitolina. I tempi sono stretti: nel 2013 si torna a votare, e per allora dovrà essere tutto pronto. A partire dai nuovi confini dei Municipi, che passeranno da 19 a 15. Ente. I Municipi passeranno da 19 a 15 Il primo decreto ha disegnato il profilo istituzionale del nuovo ente: il Consiglio Comunale è divenuto Assemblea Capitolina. Il Sindaco partecipa alle sedute del Consiglio dei Ministri per essere ascoltato, quando quest'ultimo discuta questioni importanti su Roma Capitale. Sancita anche la procedura d'urgenza per l'Assemblea Capitolina, quando il dibattito verta su provvedimenti di particolare natura e rilievo. Nome, assetto istituzionale e ora funzioni speciali e autonomia finanziaria: la serie di nonne che fa del Campidoglio un ente territoriale speciale adegua lo status amministrativo della città alla sua condizione specifica, di capitale e di grande metropoli, non più governabile - ha sottolineato più volte il Campidoglio - con gli stessi poteri di cui è dotato un piccolo Comune. Sarà ridotto il numero dei Municipi, che passeranno da 19 a 15 entro le prossime elezioni, nel 2013, mentre i consiglieri comunali, a meno di modifiche, saranno ridotti da 60 a 48. Turismo. Delega dallo Stato per la valorizzazione Uno dei perni dell'azione amministrativa trasferiti all'Amministrazione capitolina sarà quello di coordinare i tempi di svolgimento delle manifestazioni fieristiche di rilevanza internazionale e nazionale promosse sul suo territorio. Per quel che concerne, invece, il turismo Roma Capitale eserciterà le funzioni attinenti l'istituzione e la gestione di uffici di rappresentanza, informazione e promozione all'estero della sua immagine. Per garantire una più efficace azione di coordinamento con gli altri enti viene, inoltre, stabilito che il Piano strategico nazionale in materia di turismo venga integrato da un'apposita sezione dedicata alla valorizzazione del sistema turistico di Roma Capitale secondo linee guida che verranno realizzate dal sindaco d'intesa con le altre amministrazioni centrali dello Stato competenti. In caso di eventi calamitosi di eccezionale gravità il decreto conferisce a Roma Capitale anche le funzioni e le competenze relativi all'emanazione delle ordinanze attraverso cui l'Amministrazione capitolina potrà procedere alla dichiarazione dello stato di eccezionale calamità naturale. Fondi. Costi in deroga al patto di stabilità D'ora in poi Roma potrà determinare i costi connessi al ruolo e alle funzioni di Capitale della Repubblica, detraendoli dal Patto di Stabilità, per poter liberare così nuove risorse da destinare agli investimenti. I costi legati allo svolgimento di manifestazioni, cortei e spese di rappresentanza, come quelli legati agli eventi delle diverse ambasciate, saranno esattamente quantificati da un organismo denominato «Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale», che si avvarrà della collaborazione dell'Istat e dell'Ifel (Istituto per la Finanza e l'Economia Locale). Gli oneri potranno essere detratti dalla manovra di bilancio del Campidoglio. Insomma, esattamente come le Regioni a Statuto speciale, Roma Capitale potrà quantificare annualmente il contributo al patto di stabilità, detraendo le spese «di rappresentanza» legate al suo ruolo istituzionale. Opere. La città si siede al tavolo col governo Altro importante elemento contenuto nel decreto, la possibilità di realizzare interventi infrastrutturali - connessi al ruolo di Capitale - con una sorta di procedura abbreviata, rivolgendosi direttamente al Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). L'iter previsto dal decreto: stipula di un'intesa di programma con la Regione Lazio, invio dell'intesa al Cipe per l'approvazione su proposta del Consiglio dei Ministri. Gli interventi potranno venir finanziati da Roma Capitale anche con gli introiti della fiscalità autonoma: addizionale sui diritti aeroportuali e contributo di soggiorno. Per realizzare nuove grandi opere, quindi, non sarà necessaria la rincorsa ai grandi eventi, come le Olimpiadi o il Giubileo. Per perfezionare il nuovo status e concludere il percorso avviato dalla riforma saranno necessari altri due decreti, da approvare in seguito: il trasferimento del patrimonio e la definizione delle nuove funzioni amministrative. Trasporti. Responsabilità e soldi divisi con la Pisana Sarà una legge regionale, adesso, a decidere quali poteri passeranno dalla Pisana al Campidoglio, ed entro quali confini. Si tratta di temi particolarmente importanti e delicati, che vanno dai trasporti all'urbanistica, dal commercio all'ambiente. Proprio su questi poteri si è giocata la vera partita, negli ultimi mesi, tra Regione e Roma Capitale. E la questione non è ancora chiusa. Escluso, comunque, che possa essere lo Stato a decidere su questo aspetto della questione. La cornice delle nuove competenze era già contenuta nell'articolo 24 della legge delega 422009, che assegnava a Roma Capitale funzioni in materie di primaria importanza: la valorizzazione dei beni artistici, ambientali e fluviali (in concorso con il ministero per i Beni culturali); lo sviluppo economico e sociale, con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; l'urbanistica; l'edilizia pubblica e privata; i servizi urbani, a partire dai trasporti. Ma anche la protezione civile, di concerto con il dipartimento nazionale e la Regione. La questione ancora aperta riguarda lo spessore di queste competenze. Cultura. Una conferenza per le Soprintendenze In materia di tutela del patrimonio storico-artistico e del paesaggio, si supera lo storico frazionamento di competenze grazie a un nuovo organismo, la Conferenza delle Soprintendenze, di cui faranno parte le Soprintendenze statali e quella capitolina. In tema di beni ambientali e fluviali viene attribuito a Roma Capitale il compito di individuare le riserve statali sul proprio territorio (non comprese in parchi nazionali) e gliene viene affidata la gestione. Nuove funzioni anche nel settore produttivo e delle fiere, in quello della protezione civile e dell'organizzazione amministrativa (con la decisione autonoma della Giunta capitolina sull'entità del personale di Roma Capitale, «in ragione dell'acquisizione e dello sviluppo delle funzioni conferite»). Dopo una lunga battaglia in commissione, invece, il Teatro dell'Opera è rimasto sotto la sorveglianza del ministero dei beni culturali.