Via libera del Governo al secondo decreto su Roma capitale per definire funzioni e risorse statali che passeranno al Campidoglio in base al federalismo. L'ok è arrivato dopo qualche ritocco per superare le riserve del governatore regionale Renata Polverini. Federalismo. Partecipazione alla programmazione del Cipe e nuovi poteri su beni culturali, turismo e protezione civile Roma Capitale, sì al secondo decreto Ok dal Consiglio dei ministri, ma mercoledì subito una correzione voluta da Polverini ROMA Roma Capitale trova i suoi nuovi poteri, ma con riserva. Il secondo decreto sull'ordinamento della città, che definisce funzioni e risorse statali che saranno trasferite al Campidoglio in attuazione della legge sul Federalismo fiscale (422009), ha ottenuto ieri il via libera del Consiglio dei ministri. Anche se il testo - che aveva concluso l'esame in commissione Bicamerale i129 marzo scorso - per tagliare il traguardo finale, superando le contestazioni della vigilia mosse dal presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ha dovuto subire alcuni ritocchi formali in corsa e la promessa di un "correttivo" sul nodo trasferimenti che arriverà mercoledì della prossima settimana. Un percorso di assestamento che sembra aver incassato anche l'accordo del sindaco Gianni Alemanno: «Con questo decreto - ha spiegato - si definiscono con chiarezza le funzioni statali che passano dal Governo a Roma e si prevedono meccanismi economici e di programmazione finanziaria che permettono di gestirle con più trasparenza e risorse». Un provvedimento in quattordici articoli che disciplinano spese, organizzazione, programmazione delle infrastrutture, le nuovi funzioni più stringenti in materia di beni culturali e ambientali, turismo fiere e protezione civile. Ora la palla passa alla Regione che con propria legge dovrà stabilire a sua volta quali funzioni passare al Campidoglio. Anche nella formulazione finale non c'è un termine prefissato. A determinare i maggiori costi connessi al ruolo di Capitale sarà un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in base a una quantificazione elaborata da una commissione tecnica in collaborazione con l'Istat e l'Ifel (l'Istituto perla finanza e l'economia locale). In tema di grandi opere poi, Ro-ma entrerà nel circuito del Cipe. Viene cioè previsto il metodo della programmazione pluriennale degli interventi infrastrutturali da attuare attraverso un'intesa istituzionale di programma con la Regione che sarà approvata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica. E proprio questo punto ha richiesto un intervento formale in sede di coordinamento del testo. Secondo la presidente Polverini una trascrizione «non corretta» poteva far intendere che la Ragione non sedesse al tavolo del Cipe insieme a Roma capitale. I poteri in tema di beni storici e artistici vengono rafforzati con l'istituzione di una Conferenza delle Soprintendenze ai beni culturali del territorio con funzioni di coordinamento delle attività di valorizzazione della Sovrintendenza di Roma e degli organi periferici del Mibac competenti per il territorio della città. Ma la vera partita si è giocata sulle disposizioni finanziarie. Roma concorderà con il ministero dell'Economia modalità ed entità del proprio concorso agli obiettivi di finanza pubblica per il rispetto del Patto di stabilità (da cui resteranno escluse le spese relative alle nuove funzioni). E le risorse destinate dallo Stato al finanziamento delle nuove funzioni saranno erogate direttamente a Roma. Soprattutto su quest'ultima norma si sono concentrate le osservazioni della Governatrice del Lazio, che giovedì ha scritto al Governo chiedendo rassicurazioni: la garanzia che la Capitale rimanga all'interno del Patto "regionalizzato" e soprattutto il tema dei trasferimenti diretti: «L'aspetto più delicato - ha precisato la presidente Polverini - e per il quale ci vorrà un decreto correttivo. La Regione deve mantenere il suo ruolo di intermediario. Se non ci fosse più questo passaggio non potrebbe più integrare la quota di trasferimenti» su materie che riguardano i servizi al cittadino come il trasporto pubblico locale. E la risposta del Governo non si è fatta attendere. Il tavolo per studiare le modifiche al Dlgs è già stato fissato per mercoledì. Intanto in Campidoglio potranno aprirsi i lavori per varare il nuovo statuto per la città: «Entro giugno il testo sarà pronto - assicura Francesco Smedile, presidente della commissione Riforme istituzionali per Roma Capitale - e dopo l'estate potrà già passare all'esame del Consiglio».