Via libera del governo. Intervista ad Alemanno: riconoscimento alla città ROMA Il governo ha approvato il secondo decreto per Roma Capitale. Riguarda il trasferimento di poteri e fondi. Il sindaco Gianni Alemanno ha parlato di «grande risultato per una città più forte». Ha aggiunto: «Avremo meno tasse e più investimenti». Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, spiega che «è un successo per l'Italia» e chiede che si vada all'istituzione della città metropolitana. La presidente della Regione, Renata Polverini, con una lettera aveva presentato una serie di rilievi. Ieri però si è detta soddisfatta: «Roma ha la dignità di Capitale, questo è importante. E il governo ha assicurato che vi saranno dei correttivi». ROMA - La riforma di Roma Capitale è legge. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri il secondo decreto, quello che tratta di poteri e fondi, e il sindaco Gianni Alemanno parla di «grande risultato per una città più forte», mentre il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, possibile candidato al Campidoglio nel 2013, spiega che «è un successo per l'Italia». La governatrice Polverini - che pure con una lettera aveva presentato una serie di rilievi - ha aggiunto che così «Roma ha la dignità di Capitale». Tutto questo, coincidenza della storia, avviene nel giorno della crisi della Lega, che per anni ha usato toni aspri e a sprazzi offensivi contro Roma, ostacolando fino in fondo l'approvazione dei decreti che ne cambiano l'aspetto istituzionale, differenziandola dagli altri Comuni italiani. La riforma lascia la porta aperta alla creazione della Città metropolitana e stabilisce, perla prima volta, che è necessario quantificare gli sforzi economici che Roma deve sostenere in quanto Capitale: all'articolo 2, infatti, si prevede che una commissione tecnica formata dall'Istat e dall'Istituto perla finanza e l'economia locale (Ifel) dovrà definire quanto costano a Roma manifestazioni, eventi, cortei e tutto ciò che avviene nella città Capitale della nazione. Affinché questi costi non si scarichino più sui cittadini. Per proseguire il cammino ora servirà una legge della Regione Lazio che segni il passaggio delle funzioni a Roma Capitale. Proprio il presidente della Regione, Renata Polverini, con una lettera inviata al premier Mario Monti alla vigilia del voto al consiglio dei ministri, aveva avanzato alcune osservazioni sul testo del decreto, ipotizzando anche un ricorso alla corte costituzionale in mancanza di correttivi. Tre i punti contestati dalla Regione: la partecipazione al Cipe anche del Lazio, non solo di Roma Capitale, quando si parlerà di grandi opere; gli equilibri del patto di stabilità che garantiscano comunque la partecipazione di Roma Capitale nel patto regionalizzato; infine, i trasferimenti dei fondi statali per i servizi pubblici, come il trasporto pubblico locale: Polverini ha insistito perché la Regione non venga saltata. Sui primi due punti, come confermato da una lettera di risposta del ministro per la Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Grilli, si potrà intervenire nell'immediato. Per il terzo punto, invece, servirà un decreto correttivo. Ieri alla riunione del consiglio dei ministri ha partecipato anche Polverini (oltre al sindaco Gianni Alemanno e al presidente della Provincia, Nicola Zingaretti). E al termine la governatrice del Lazio si è detta soddisfatta: «La Regione ha fatto alcuni rilievi importanti, soprattutto su aspetti finanziari, perché c'era il rischio di entrare in contrasto con la Costituzione e abbiano già ottenuto dei correttivi. Sulla questione dei trasferimenti riferiti ai livelli essenziali delle prestazioni avremo un tavolo la prossima settimana per capire se sarà necessario un decreto correttivo o basterà un'azione di coordinamento». Zingaretti ha ricordato: «Non bisogna fermarsi perché il 90 per cento dei problemi di Roma sono i rapporti con il suo hinterland: è un'area metropolitana e quindi bisogna percorrere la strada per la creazione della Città metropolitana. Che è sostitutiva delle Province: non si vogliono affastellare enti e funzioni».
Roma Capitale adesso è legge sì al decreto su poteri e fondi
Il governo ha approvato il secondo decreto per Roma Capitale, che riguarda il trasferimento di poteri e fondi. Il sindaco Gianni Alemanno ha definito il risultato "grande" per una città più forte. Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha espresso il suo sostegno e ha sottolineato che è un successo per l'Italia. La governatrice del Lazio, Renata Polverini, ha espresso soddisfazione per la riforma, che ha garantito la dignità di Capitale a Roma. La riforma lascia la porta aperta alla creazione della Città metropolitana e stabilisce la necessità di quantificare gli sforzi economici che Roma deve sostenere come Capitale.
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