Oggi sit-in al Ducale. Belli: prenotazioni in fumo, ma i problemi dei lavoratori vanno affrontati. Dazzo: perdiamo i pendolari della cultura VENEZIA - Porte chiuse e visite rimandate a domani? O musei funzionanti? L'esito del braccio di ferro sui Musei civici si saprà questa mattina. Da una parte lo sciopero indetto dalla Cgil, dall'altra la Fondazione che spera in una bassa adesione. In mezzo le migliaia di turisti in città per il week end pasquale o per la gita culturale che rischiano di trovare chiuso il Ducale o la mostra di Klimt. Un danno anche d'immagine che ha spinto ieri il sindaco Giorgio Orsoni a lanciare un appello: «Chiedo ai lavoratori, per il bene della città e dell'accoglienza che si deve ai turisti, specialmente in giornate particolari come queste, di non forzare la mano, senza che vi sia materia per farlo. L'immagine di una città che accoglie i turisti nei giorni delle vacanze pasquali a musei chiusi o in parte non accessibili ha detto il sindaco non è delle migliori. Ben vengano i tavoli di confronto, ma in questa occasione si deve fare appello al senso di responsabilità dei lavoratori e di tutti, per permettere che Venezia dia ai suoi visitatori l'immagine che merita». La protesta della Cgil, in sit-in stamattina in Piazza, riguarda Palazzo Ducale, il museo Correr dove è in corso una mostra di grandissimo richiamo come quella di Klimt, Ca' Rezzonico, Ca' Pesaro, Palazzo Fortuny dove è in corso la mostra su Diana Vreeland, Palazzo Mocenigo, la casa di Carlo Goldoni, i musei del Vetro, del Merletto e di Storia Naturale. Per alcuno di questi sono state fatte centinaia di prenotazioni. «Abbiamo molte prenotazioni su sabato, in caso di chiusura dovremo trovare una soluzione - spiega Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei - guardo con preoccupazione a questo eventuale sciopero, non tanto per la Fondazione, che lo vive di riflesso, quanto per l'immagine che si delineerebbe per il pubblico. Spero in un'apertura almeno parziale. I problemi del personale e delle cooperative, però, andranno affrontati con serietà perché i guardasala così come i lavoratori delle biglietterie sono coloro che ci permettono di aprire i musei». Il problema sono gli aumenti di soli 16 euro al mese, (in totale circa 300 euro lordi annui) e concessi solo ai guardasala. «Gli altri lavoratori (quelli delle biglietterie ad esempio) hanno chiesto lo stesso - spiega Andrea Brignoli della Cgil - la cooperativa ci ha risposto che il budget era quello e che i lavoratori avrebbero eventualmente potuto dividerlo tra tutti: un'assurdità». In tutto sono circa 200, tra guardiasala e addetti alle biglietterie, che potrebbero rifiutarsi di aprire i musei e ai quali potrebbero aggiungersi, per solidarietà anche i capiservizio e i coordinatori. «Le rivendicazioni fatte sono inaccoglibili - dice Bruno Lazzaro, direttore commerciale del Cns, consorzio nazionale servizi - noi applichiamo in tutti i punti il contratto nazionale del lavoro previsto per questi lavoratori, anzi, abbiamo concesso anche riconoscimenti economici non previsti (una su tutte la pausa mensa retribuita), ci sfuggono totalmente perciò le ragioni di questa protesta». Intanto rimarranno aperti tutti i musei statali sia a Pasqua (dalle 8.15 alle 19) che Pasquetta (dalle 8.15 alle 14) con l'eccezione di Palazzo Grimani che anche lunedì rimarrà aperto tutto il giorno. «Almeno questo, ma non basta - dice Elio Dazzo, presidente Apt Venezia - la chiusura dei musei civici con le grandi mostre farà rimanere a casa tutti i pendolari della cultura Quelli, per capirci, che arrivano dai comuni limitrofi e in giornate così non sono pochi».