Avranno tempo a candidarsi fino al 24 aprile le imprese che vorranno eseguire i lavori di restauro delle cinque domus previsti dal primo «lotto» di interventi del Grande Progetto Pompei. Una procedura accelerata Lo sviluppo, l'accelerazione bandi europei sono stati pubblicati giovedì nella Gazzetta Ufficiale italiana e in quella comunitaria - che verrà adottata per ogni tornata di bandi per la spesa dei 105 milioni di fondi europei, così come previsto dal decreto Bondi Il piano Recchia (Mibac): le operazioni non interferiranno con le visite dei turisti Avranno tempo a candidarsi fino al 24 aprile le imprese che vorranno eseguire i lavori di restauro delle cinque domus previsti dal primo «lotto» di interventi del Grande Progetto Pompei. Una procedura accelerata - i bandi europei sono stati pubblicati giovedì nella Gazzetta ufficiale italiana e in quella comunitaria - che verrà adottata per ogni tornata di bandi per la spesa dei 105 milioni di fondi europei, così come previsto dal decreto Bondi, che fissava le linee per un piano straordinario di intervento di Pompei. A maggio cominceranno le riunioni delle commissioni giudicatrici, la cui nomina spetta alla soprintendenza di Napoli e Pompei, che decideranno gli appalti, i cantieri apriranno tra la fine di giugno e i primi di luglio. I lavori riguarderanno il restauro, architettonico e strutturale della Casa di Sirico, di quella del Marinaio, di quella dei Dioscuri, di quella della Parete Rossa e di quella del Criptoportico, tutte chiuse al pubblico ed in condizioni di grave degrado, secondo progetti che giacevano da anni nei cassetti della Soprintendenza di Pompei. Legittimo domandarsi perché quei lavori, riconosciuti urgenti da anni, non siano mai stati fatti. Perché, per fare restauri per un costo di 6 milioni di euro, nel sito archeologico più grande del mondo in cui, come ha detto e ribadito in Parlamento lo stesso ministro dei Beni Culturali Ornaghi, i crolli si sono sempre verificati, si sia dovuto aspettare il varo del Grande Progetto Pompei, finanziato dall'Unione europea con 105 milioni di euro, sostenuto dall'Unesco, supportato da un Protocollo e da una task force per la legalità? «Francamente non lo so. Bisognerebbe chiederlo ai vari soprintendenti che a Pompei si sono succeduti nel corso degli anni. Non credo certo per motivi di soldi: 6 milioni di euro sono una cifra nella disponibilità della Soprintendenza che d'altronde, almeno per quanto riguarda tutti i danni e i distacchi che si sono verificati negli ultimi tempi è prontamente intervenuta», risponde il segretario generale del ministero Antonia Pasqua Recchia. E per questa «lentezza» nella capacità di spesa che si è deciso di «supportare» la soprintendenza, da una parte con lo staff di Invitalia dall'altra con il gruppo di lavoro dei prefetti per il Grande Progetto Pompei? «Senza Invitalia, che peraltro è una società inhouse del Mibac - continua la Recchia - non avremmo potuto rispettare i tempi, ma voglio chiarire che ha svolto soltanto un'attività di supporto. Tutti i progetti sono della soprintendenza e saranno tutti suoi dipendenti i Rup. Quanto ai prefetti, non c'è nessuna volontà di commissariamento, il loro compito è legato all'attuazione del protocollo di legalità». I primi sei cantieri, dunque, saranno aperti a luglio. In coincidenza con il periodo di massima affluenza agli Scavi e di minima presenza, per le ferie, del già insufficiente personale di vigilanza: come ci si sta preparando ad accogliere i turisti? «I cantieri non interferiranno - assicura il segretario generale - ma stiamo preparando una segnaletica adeguata brochure in varie lingue per informare i turisti di quello che l'Italia e l'Europa stanno facendo per il futuro di Pompei e per i suoi visitatori futuri. Quello del personale è un problema: al momento non è possibile risolverlo se non ridistribuendo le presenze, secondo le esigenze, tra tutti i vari siti della soprintendenza. Ma con i sindacati sono stata chiara: non c'è possibilità di accedere a risorse diverse da quelle destinate alla spesa del personale. E per quanto riguarda il futuro, non è detto che le carenze debbano venire risolte con personale in carico alla pubblica amministrazione». I sindacati, dal canto loro, hanno sospeso le assemblee indette per i giorni di Pasqua e Pasquetta. «Una piccola nota di credito fino al 17 aprile» dice Antonio Pepe della Cisl, quando la soprintendente Cin-quantaquattro convocherà i sindacati per discutere la riorganizzazione del lavoro. Il regista Rosi: fiducia nel lavoro del professore Stimo moltissimo il presidente del Consiglio Mario Monti e ritengo che tutto quello che può venire in mente ad uomini del suo calibro, giusti ed esperti per cercare di risanare non soltanto la situazione di Napoli e del Sud ma quella dell'Italia intera debba essere oggetto della massima attenzione". Ne è convinto il regista Francesco Rosi, che commenta così la visita in città del premier per dare il via libera al Grande Progetto Pompei. Quanto al subbuglio innovativo, tutto sommato il subbuglio sfugge a ciò che veramente serve a una città come Napoli - aggiunge Rosi - Dove di subbuglio ce n'è già abbastanza e dove invece servirebbe una razionalizzazione di tutte le energie positive e la realizzazione di interventi seri e volenterosi. Monti è uomo di grande qualità e spessore, di grande utilità per l'Italia in questo momento difficile. Lui e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano stanno facendo un grande lavoro che va certamente sostenuto".
Pompei. Scavi, partono i bandi: ecco il piano restauro
Il Grande Progetto Pompei, finanziato dall'Unione europea con 105 milioni di euro, ha pubblicato i bandi per il primo lotto di interventi, che riguardano il restauro delle cinque domus di Pompei. Le imprese che desiderano partecipare al cantiere dovranno candidarsi fino al 24 aprile. I lavori saranno eseguiti tra la fine di giugno e i primi di luglio. Il piano Recchia, che ha fissato le linee per il piano straordinario di intervento di Pompei, ha anche previsto la nomina di commissioni giudicatrici per decidere gli appalti e la nomina di prefetti per l'attuazione del protocollo di legalità.
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