Sul piatto sei milioni dei 105 totali a disposizione. Entro il 31 dicembre 2012 vanno realizzate le gare per tutte le nove regioni Meglio badare al sodo: «Pompei è necessario che rimanga in piedi». Con questa battuta, intervenendo ieri mattina a Napoli con quattro suoi ministri, il premier Mario Monti ha tenuto a battesimo la pubblicazione dei primi cinque bandi per il restauro e la conservazione dell'area archeologica più famosa e disastrata al mondo. Sul piatto ci sono i primi sei milioni dei 105 milioni totali tra fondi Ue e cofinanziamento nazionale da veicolare attraverso procedure di gare all'insegna di «affidabilità, legalità e trasparenza» che dureranno la metà rispetto agli standard italiani. «Il Grande progetto Pompei - ha detto il presidente del Consiglio - è finalizzato a due obiettivi: mettere in sicurezza tutte le insulae a rischio e assicurare che ciò avvenga attraverso il lavoro delle imprese e dei lavoratori capaci e onesti tenendo lontana la criminalità organizzata ancora assai forte in questo territorio». La firma di Monti è finita così in calce al "Protocollo per la legalità" che regolerà l'affidamento dei lavori, insieme con quelle di ministri dell'Interno Anna Maria Cancellieri, dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, della Coesione Fabrizio Barca e dell'Istruzione Francesco Profumo. Per evitare infiltrazioni della criminalità organizzata, insomma, vigilerà «un gruppo di lavoro - spiega il ministro Cancellieri- che ha il compito di seguire tutto l'andamento dei lavori». Uno staff coordinato dal prefetto Fernando Guida. «L'Europa - ha aggiunto il ministro - ci guarda con attenzione». Le fa eco il ministro Profumo: «La cultura genera sviluppo, ma perché il nostro patrimonio realizzi appieno le sue potenzialità abbiamo bisogno di un contesto di legalità diffusa e regole trasparenti», dice presentando la costola del progetto Pompei dedicato alle scuole. Ornaghi si sofferma sull'importanza di Pompei: «E un bene dell'umanità, un simbolo. Bisogna fare in modo che non rappresenti più il grande malato del sistema culturale italiano». Il ministro Barca ha fatto riferimento all'importanza del coinvolgimento delle imprese nelle politiche di tutela dei Beni culturali, un «metodo nuovo» come un «prototipo» che può diventare la base per altri generi di intervento nel Mezzogiorno. Entro il 31 dicembre 2012 tutte le nove regiones dell'area archeologica saranno destinatarie di bandi. Le prime cinque gare, bandite ieri, sono per sei milioni e riguardano restauri e consolidamenti di cinque domus (di Sirico, del Marinaio, dei Dioscuri, delle pareti rosse e del Criptoportico). Già partita, a ridosso dell'allarme crolli di questi mesi, l'indagine idrogeologica propedeutica alla messa in sicurezza dei terreni demaniali ai confini dell'area di scavo lungo via dell'Abbondanza, l'arteria cioè in cui un mix di pioggia, vento, condizioni idrogeologiche e precedenti restauri provocarono nel novembre 2010 il crollo della Schola armaturarum. Entro luglio 2012 saranno pubblicati bandi per le regiones più a rischio (VI, VII e VIII, per quest'ultima con restauri architettonici-strutturali) per io milioni circa, con consolidamenti strutturali, protezione degli affreschi e recupero dei mosaici. Le sei regiones restanti (I ,II, III, IV e V, nonché IX) vedranno gare avviate entro fine anno per sette milioni. Il "risultato", come concordato con Bruxelles, dovrà essere portato a casa entro la fine del 2015. Advisor delle procedure è ]rwitaliv, l'agenzia governativa guidata da Domenico Arcuri che sottolinea «l'importanza del Grande progetto Pompei come volano di sviluppo per il territorio campano». Sta poi per entrare nel vivo anche l'innovativa formula di sponsorizzazione dell'Unione industriali di Napoli e del consorzio edile francese Epadesa. «Entro due mesi - spiega il presidente di Unindustria Paolo Graziano - presenteremo lo studio definitivo peri lavori extra moenia a Pompei. Poi andremo all'estero a caccia di investitori interessati a partecipare: abbiamo già raccolto la disponibilità di importanti aziende dalla Cina e dal Qatar». Investimenti che genereranno royalty da reinvestire nella manutenzione del sito.