È arrivato Mario Monti per benedire quella che è stata definita la rinascita degli scavi di Pompei: 105 milioni arrivati dall'Unione europea e un sistema di sicurezza per controllare gli appalti a prova di camorra. «Un piccolo grande evento questo, il lancio dei primi bandi di gara per il restauro», ha detto ieri il premier in una sala della prefettura di Napoli piena da non entrare. Al tavolo dei relatori è arrivato mezzo governo: il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, dell'Istruzione Francesco Profumo, della Coesione territoriale Fabrizio Barca. E una giornata delle grandi occasioni, si parla di Pompei e si guarda all'intero meridione del nostro Paese. Stefano Caldoro, presidente della regione Campania è soddisfatto: fu sua l'idea di recuperare i fondi europei da dirottare per i beni della regione. «Poi tutto questo è successo grazie all'impegno dei ministri del precedente governo Fitto e Galan e del sottosegretario Villari», ha voluto dire il premier Monti, mentre il sindaco di Napoli Luigi De Magistris guardava soddisfatto il tavolo del governo. Si parla di Pompei: i primi bandi partiranno entro fine aprile e riguarderanno cinque domus, tutte nel cuore della città antica. La domus di Sirco e quelle del Marinaio, dei Dioscuri, delle Pareti Rosse, del Criptoportico. Entro luglio, poi, sarà la volta della Regio VI e della Regio VII e VIII. I bandi per le altre regiones arriveranno entro la fine dell'anno. E i bandi, come gli appalti, saranno tutti a prova di criminalità organizzata. Lo ha garantito il ministro Cancellieri: «I lavori saranno controllati giorno per giorno», ha detto la titolare del Viminale, spiegando che i conti sugli appalti verranno controllati anche «sotto soglia», ovvero si andranno a verificare anche gli appalti non soltanto sotto i 5 milioni di euro come previsto dai criteri europei, ma si andrà anche molto più giù arrivando alla soglia minima dei 3 mila euro. Si parla di Pompei: 85 dei io5 milioni della Ue andranno tutti per il consolidamento delle opere, altri 8, 2 milioni per i rilievi e la diagnostica, 7 milioni per adeguamento dei servizi per i visitatori, 2 per il potenziamento dei sistemi di sicurezza, gli ultimi 2 per rafforzamento della struttura organizzativa e tecnologica. Si parla di Pompei: il ministro Ornaghi ha voluto ringraziare il governatore Caldoro, spiegando: «E lui che ci ha riportato alle radici del progetto, visto che Pompei, bene dell'Umanità, è anche un simbolo e un emblema delle radici dell'intera cultura occidentale». Ma il titolare dei Beni Culturali ha ricordato anche l'impegno di tutti i suoi colleghi, a cominciare dai ministri Barca e Cancellieri. Si parla di Pompei, ma il premier Monti assurge il progetto di rinascita «al modello che questo governo ha scelto per tutto il Sud e che mira ad affrontare cause e conseguenze del mancato sviluppo».