Si presenta ai rivenditori davanti agli Scavi dicendo subito «Non preoccupatevi, non sono un finanziere». Si informa sulla provenienza, sulla lavorazione, perfino sulle tecniche di contrattazione dei souvenir in esposizione sulle bancarelle. Accetta l'offerta del limoncello con cui brinda con il sindaco di Pompei e quella di una riproduzione ...Eccolo qua il ministro perla coesione territoriale Fabrizio Barca, in visita a Pompei ed Ercolano in missione fiducia. «Costruire la fiducia è un dovere di questo governo» per ripartire, aveva detto durante l'incontro in prefettura. Nel pomeriggio la trasferta sotto il Vesuvio, prima a passeggio nella Pompei moderna e poi tra i cardi e i decumani dell'antica Ercolano restaurata con successo con i fondi del mecenate americano Packard. A Pompei il ministro arriva accompagnato dal sindaco D'Alessio con il quale ha discusso alcuni dettagli per un prossimo incontro già fissato per il 12 maggio, prima negli uffici del municipio e poi al tavolo di un ristorante della zona che lo porterà a decantare «l'ottimo cibo, forse sottovalutato, del territorio». Barca si fa largo tra le bancarelle in Piazza Esedra e punta subito l'espositore con i cammei: si informa se è vero corallo, racconta che ha un amico che viene a rifornirsi nella zona vesuviana di oggetti che compra a un euro e poi rivende a dieci a Roma. Poi prende in mano una conchiglia intagliata, souvenir tipico di queste parti, e se lo rigira tra le mani a caccia del fantomatico «Made in China». Il marchio non c'è - «Cose cinesi non ne abbiamo più» lo rassicura Giuseppe - ma il ministro ha da ridire sul prezzo: «Novanta euro per questa conchiglia? Ma non vi sembrano un po' troppi?». Il venditore gli spiega che il prezzo è «indicativo», che è solo la partenza di una trattativa che viene fatta per ogni oggetto in vendita. Abito grigio, cravatta con disegnini cachemire Barca continua il suo tour tra le bancarelle mentre intorno agli Scavi cominciano a muoversi i turisti in uscita dagli scavi. Visitatori tedeschi, dell'europa dell'est, orientali. «Ma i cinesi quanto spendono?» si informa. Controlla gli oggetti in esposizione e discute con il presidente del consorzio dei rivenditori della possibilità di migliorare la merce, di limitare la vendita ai soli prodotti di un merchandising legato agli Scavi e all'archeologia del luogo, inorridito dalla presenza sui banchi di riproduzioni della Gioconda, perfino di un Botero. Il ministro alla coesione territoriale del governo del rigore, insiste per pagare una riproduzione artigianale che poi accetta in omaggio scegliendo - gliene avevano offerte due ma gli sembravano troppe - la Venere di Stabiae e dopo qualche iniziale reticenza manda giù anche il limoncello. Il suo, racconta, è un giro anche per la conoscenza: «per sapere da chi a Pompei vive e lavora come è la situazione per cominciare ad immaginare una ripresa futura». Lui qualche idea se l'è già fatta: «Il governo sta rischiando all'interno del sito, adesso è il momento che anche chi sta extramoenia cominci ad assumersi i propri rischi. Dovete subito darvi da fare per migliorare - dice poi rivolto ai venditori - senza aspettare che arrivino altri a creare l'attrazione». Nessuna speranza, dunque, di poter avere altri fondi dall'Unione Europea? «Altri finanziamenti arriveranno da Bruxelles se sapremo fare bene - risponde - e abbiamo tutte le possibilità di farlo. Centocinque milioni non sono pochi, c'è già una quota destinata all'accoglienza del sito, bisogna pensare al miglioramento». Dopo un giro al mercato del fiori di Pompei Barca ha visitato in serata gli Scavi archeologici di Ercolano. Accompagnato dalla direttrice Maria Paola Guidobaldi e dagli studiosi dell'Herculaneum Conservation Project, il ministro è stato informato sui recenti interventi di restauro resi possibili grazie alla sinergia tra publico e privato. A Ercolano dal 2001 è attivo 1'Herculaneum Conservation Project, una collaborazione tra il «Packard Humanities Institute» e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, con il supporto della British School di Roma, con 1' obiettivo di recuperare e conservare lo scavo. Al termine della visita il ministro Barca ha detto: «Ercolano ha un modello interessante ed oggi sono venuto per vederne le applicazioni. Tra l'altro dà suggerimenti anche all'esperienza di Pompei perché porta qui ricercatori dall'estero».
POMPEI - Fuori dagli Scavi tra bancarelle e turisti Per decollare bisogna creare servizi
Il ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, visita Pompei e Ercolano per conoscere la situazione del sito archeologico e discutere con i sindaci e i dirigenti locali. Durante la visita, si informa sulla provenienza e sulla lavorazione dei souvenir presenti nelle bancarelle, e si mostra insoddisfatto del prezzo di alcune riproduzioni. Il ministro si immerge nel mercato locale, visitando le bancarelle e discutendo con i venditori, e si mostra interessato a migliorare la merce e a limitare la vendita di riproduzioni non legate agli Scavi.
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