Gare blindate per il piano da 105 milioni. Prefettura e Finanza in campo con una task force. Il ministro Cancellieri: «L'Europa ci guarda. Ora grande impegno sul fronte della sicurezza» «Nemmeno un euro di quelli stanziati deve finire nelle mani della camorra». Chiaro e sintetico, nelle parole del prefetto di Napoli Andrea De Martino, l'obiettivo del Protocollo di legalità firmato ieri a Napoli che ha dato ufficialmente il via al Grande Progetto Pompei, 105 milioni di fondi europei per tre anni di lavori nel sito archeologico più grande del mondo. Un obiettivo importante che richiederà un'attività enorme per Prefettura e Guardia di Finanza, che però, come ha annunciato ieri il ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri, potranno contare per l'attività di controllo anche su una sezione specializzata negli interventi sui beni culturali dei vigili del fuoco appena costituita, grazie ad un accordo siglato ieri tra il Mibac e il Viminale. Nato dall'intesa varata a gennaio tra i ministri Barca, Cancellieri, Ornaghi e Profumo, tutti a Napoli per la presentazione insieme al premier Mario Monti, al protocollo della legalità è stata apposta ieri l'ultima firma, che lo renderà operativo, dal prefetto De Martino e dalla Soprintendente di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro. Si tratta di uno strumento importante per dare avvio al Grande Progetto che, come ha sottolineato il ministro per i Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, permetterà che «lo straordinario bene che è Pompei non sia più il grande malato del sistema culturale italiano», e in cui il governo vede il «prototipo» di un sistema che verrà utilizzato per altri interventi, soprattutto al Sud. Il Grande Progetto Pompei, lo ha sottolineato Monti, deve infatti rispondere, nelle intenzioni del governo, ai due obiettivi di «mettere in sicurezza il sito e tenere lontana la criminalità organizzata» . «C'è forte impegno sui temi della sicurezza - ha detto il ministro Cancellieri - perché l'Europa ci guarda con attenzione». Concepito per garantire trasparenza e sicurezza ai 103 milioni di lavori che interesseranno gli Scavi fino a dicembre del 2015, il protocollo - ha spiegato il prefetto Fernando Guida, a capo del gruppo di lavoro per il controllo della legalità che affiancherà la Soprintendenza nel suo lavoro di stazione appaltante - prevede il monitoraggio dei flussi finanziari attraverso bonifici online, apertura di un conto corrente dedicato in esclusiva alla singola opera, anticipazioni di misure che andranno poi in vigore per tutti i contratti a partire dal 2014. Ancora, il certificato antimafia dovrà essere esteso a ogni appalto e subappalto, indipendentemente dall'importo, che riguarderà gli Scavi, dal servizio di guardiania al movimento terra, con la sola esclusione della fornitura di materiali di consumo al di sotto dei 3mila euro. Sono questi, infatti, ha sottolineato Guida, i settori che attirano maggiormente gli interessi della criminalità organizzata. Sotto monitoraggio continuo sarà anche l'esecuzione dei lavori: l'esperienza sull'accesso ai prefetti nei cantieri - dice il prefetto - racconta infatti che proprio nella fase di esecuzione - può verificarsi il pericoloso comparire di persone e mezzi diverse da quelli abilitati. Ancora, una clausola prevederà, in tutti i contratti e sub contratti, l'obbligo per le imprese di denunciare ogni tentativo di estorsione o di pressione ad accettare subcontraenti vicini alla camorra. Avviato dal precedente governo - grazie all'azione congiunta degli ex ministri Raffaele Fitto e Giancarlo Galan con il governatore Caldoro e il commissario europeo Johannes Hahn, e del sottosegretario Riccardo Villani - il Grande Progetto Pompei che garantirà un futuro alla città che viene da un passato vecchio di venti secoli, è adesso finalmente operativo. I primi cinque bandi per un importo di sei milioni di lavori sono stati pubblicati ieri, adesso non c'è che da attendere l'apertura dei cantieri che, come ha detto il segretario generale del Mibac, Antonia Pasqua Recchia, porterà da subito agli Scavi 300mila visitatori in più.
POMPEI - Appalti a Pompei: Nemmeno un euro ai clan
Il governo ha lanciato il Grande Progetto Pompei, un piano da 105 milioni di fondi europei per tre anni di lavori nel sito archeologico di Pompei. Il protocollo di legalità, firmato ieri a Napoli, prevede un controllo rigoroso dei flussi finanziari e della sicurezza. La Prefettura e la Guardia di Finanza saranno coinvolte, con la creazione di una sezione specializzata negli interventi sui beni culturali. Il ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri, ha annunciato che l'Europa ci guarda con attenzione e che il governo vuole garantire la sicurezza del sito. Il protocollo prevede anche la denuncia di tentativi di estorsione o pressione da parte delle imprese.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo