L'analisi «Situazione molto seria: il quadro complessivo è peggiore che nel resto d'Italia» La sferzata arriva subito: «La situazione al Sud è seria», avverte il premier Monti elencando i campi, dalla formazione alla vivibilità, in cui il quadro è «peggiore» del resto d'Italia. E quell'aggettivo, «peggiore», lo ripete e lo fa quasi rimbombare nel salone della Prefettura. Ma crede nel Mezzogiorno il premier e chiede (e conia per l'occasione) un «subbuglio innovativo». Perché, spiega, il Sud «soffre strutturalmente di divari gravi se esistono numerose eccezioni a questo quadro, frutto della voce dei cittadini, della capacità e determinazione di politici locali che a quella voce sanno rispondere, di azioni pubbliche di lunga lena, soprattutto di quelle promosse dall'Unione Europea». Manca però «la massa critica, quel subbuglio innovativo che spinga la gran parte della classe dirigente locale a cambiare e i cittadini a domandare allo Stato non soluzioni privilegiate ma la soddisfazione di diritti collettivi». L'ex commissario Ue è a Napoli, per la prima volta, per presentare il grande Progetto Pompei, ovvero 105 milioni di euro per riqualificare l'area archeologica. Non solo l'impegno istituzionale ma anche un tour tra i beni culturali della città, il teatro San Carlo, Palazzo Reale e il museo di Capodimonte. Mentre giù in piazza si registra un presidio di manifestanti e un ex tassista in carrozzella minaccia di darsi fuoco perché lo Stato gli deve alcune mensilità di pensione di invalidità arretrate. Accanto ecco i ministri che l'affiancano (e l'hanno preceduto con un paio d'ore d'anticipo) in questo breve tour napoletano: Annamaria Cancellieri, ministro dell'Interno, Lorenzo Ornaghi titolare dei Beni culturali, Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione e Fabrizio Barca numero uno della Coesione Territoriale. Un modello di sviluppo da replicare, «un prototipo» per questa parte del Paese che soffre di più e deve darsi una mossa. «Un metodo - spiega - che mira ad affrontare le cause e le conseguenze del mancato sviluppo moltiplicando i casi di buona amministrazione che attraggono investimenti innovatori». Punta cioè il governo a rovesciare la situazione e far uscire Pompei sui giornali di mezzo mondo ma non per crolli. Ribaltarne, quindi, l'immagine, farne un simbolo di sviluppo e crescita e creare un indotto certo. «Il binomio cultura e turismo è un fattore decisivo per lo sviluppo nel Mezzogiorno: si parte da qui per immaginare una prospettiva di rilancio del Sud nell'ambito di una politica generale che deve necessariamente tenere conto di vincoli finanziari stretti», riconosce Monti. Il quadro d'altronde non è dei migliori come riconosce subito il premier non appena arriva con un leggero ritardo su cui si scusa subito con i presenti: «Il peso della condizione economica generale influisce sul Sud in maniera accelerata a causa del minor peso dell'industria esportatrice. E soffre strutturalmente il Sud di divari gravi nella qualità dei servizi pubblici e collettivi per i cittadini e le imprese». E via con l'elenco: «C'è una peggiore qualità della scuola, nella formazione e nei sistemi pubblici di impiego. C'è una peggiore qualità dei servizi ferroviari, nell'assistenza agli anziani e all'infanzia, peggiori condizioni di contesto per l'avvio e l'espansione delle attività imprenditoriali». Ma niente corsie preferenziali, la scossa deve arrivare da qui. «Non abbiamo istituito un ministero per il Sud ma - dice girandosi alla volta di barca - quello della Coesione territoriale. Siamo stati criticati per questo, la scelta quindi era giusta». Come a ribadire che ci si deve muovere da qui anche se non sarà mai lesinato, e il progetto Pompei lo dimostra, alcun aiuto. «Ma non si dirà sempre sì come in passato», specifica.
POMPEI - Modello Pompei per tutto il Sud cambiare rotta senza privilegi. Monti a Napoli: qui serve un subbuglio innovativo, non diremo sempre di sì
Il premier Monti visita Napoli per presentare il Progetto Pompei, un piano per riqualificare l'area archeologica con 105 milioni di euro. Durante il tour della città, il premier elenca i campi in cui il Sud è peggiore del resto d'Italia, come la formazione, la vivibilità e la scuola. Tuttavia, Monti sostiene che il Sud soffre di divari gravi a causa di eccezioni locali e azioni pubbliche di lunga lena, ma manca di massa critica per cambiare. Il premier chiede un subbuglio innovativo per spingere la classe dirigente locale a cambiare e i cittadini a domandare diritti collettivi.
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