Intesa tra il Grtn e il ministero dei Beni culturali per lo sviluppo della rete elettrica nel rispetto dell'ambiente. Il protocollo d'intesa prevede l'attivazione di un tavolo tecnico di confronto permanente per l'applicazione della valutazione ambientale strategica (Vas) ed è il primo del genere firmato dal Gestore della rete elettrica nazionale (che già lavora a stretto contatto con l'Ambiente e le Attività produttive) e si inserisce nella nuova politica di cooperazione promossa dal gestore, dopo l'intesa conclusa con sette Regioni e gli enti locali competenti in materia di energia. Con la firma del protocollo le due parti si impegnano a verificare e aggiornare i criteri da adottare per la procedura della Vas, il nuovo strumento introdotto dalla direttiva europea n. 42 del 2001 (obbligatoria dallo scorso luglio) che prevede l'integrazione di parametri ambientali nell'elaborazione di piani e programmi. Per ridurre al minimo l'impatto visivo e paesaggistico delle nuove opere elettriche il gestore recepirà e integrerà in fase di progettazione le linee guida per il rispetto dei beni culturali e paesaggistici e gli indicatori di sensibilità che saranno definiti dai Beni culturali. Al Ministero in particolare spetta la valutazione della verifica di tollerabilità delle trasformazioni con possibilità di pronunciarsi in merito a varianti del tracciato, interramento cavi, suggerimenti in materia di opere di mitigazione, come la stessa qualità architettonica delle opere (già insite nel progetto) e di opere di compensazione, dove l'incompatibilità tra lo sviluppo della rete e la tutela del paesaggio è inevitabile. «Fermo restando che lo sviluppo delle infrastrutture elettriche è un'esigenza prioritaria per migliorare l'utilizzo della capacità installata - dice Luca d'Agnese, amministratore delegalo del Grtn -, il nuovo accordo si impegna a diffondere un utilizzo più incisivo e capillare della Vas come strumento di concertazione e localizzazione nuovi elettrodotti». L'iniziativa si inserisce nel piano strategico 2004-2006, approvato lo scorso aprile (che sarà aggiornato in primavera) e che prevede 1.700 milioni di euro di investimenti per lo sviluppo della rete, oltre 1.900 km di nuovi elettrodotti e 51 stazioni di trasformazione: punti principali del programma la necessità di rispondere a una domanda crescente di energia, soprattutto con lo sviluppo della rete nel Mezzogiorno, il potenziamento dell'interconnessione con l'estero, insieme con la riduzione delle «strozzature» della rete. «La logica di sviluppo - continua d'Agnese - è il rispetto dei vincoli paesaggistici, l'incremento dell'efficienza energetica e la promozione di innovazione tecnologica ai fini della sicurezza». Ai Beni culturali sottolineano gli aspetti di semplificazione che deriveranno dall'applicazione dell'accordo. «È necessaria - spiega Anna Di Bene, dirigente del Ministero - la partecipazione a tutte le fasi di concertazione per interventi di trasformazione del paesaggio, a cominciare dall'individuazione dei corridoi (localizzazione), perché rappresenta un valido presupposto per arrivare presso le direzioni regionali e le soprintendenze alla semplificazione delle valutazioni di impatto ambientale dei singoli progetti». Obiettivo principale: evitare il più possibile gli stop imposti dalle soprintendenze e la conseguente lievitazione dei costi delle opere. A servizio dell'accordo è prevista anche la condivisione di informazioni cartografiche digitalizzate: il Grtn fornirà l'atlante delle linee ad alta e altissima tensione e consentirà al dipartimento per i Beni culturali e paesaggistici di integrare nel Sitap, un database geografico specifico per la tutela dei beni paesaggistici e architettonici, i nuovi dati che saranno via via elaborati dal gestore. La banca dati Sitap e quelle degli istituti di settore del Ministero, con tutte le informazioni, i dati e le cartografie relative ai valori paesaggistici e storico-archeologici a livello nazionale e locale, saranno consultabili anche dal Grtn per i suoi fini istituzionali.