Era l'ultimo uomo dell'era Bertolaso. Luciano Marchetti, il supertecnico dei terremoti, dal Friuli in poi. Dalla scorsa settimana è l' ex vice-commissario ai beni culturali. Cancellato dall'ordinanza Barca, ufficialmente per risparmiare: in realtà, Marchetti prendeva 15.000 euro all'anno e la sua partenza sta creando non pochi problemi alla ricostruzione dei monumenti. Più verosimilmente, la sua uscita di scena va collegata agli scontri avuti con la direzione regionale del ministero dei beni culturali, cui ha passato le consegne venerdì, quando ci ha rilasciato quest'intervista. Amareggiato da quest'epilogo? Mi infastidisce lasciare il lavoro a metà. Qual è la situazione dei beni culturali dell'Aquila? Considerando tutto il cratere, abbiamo più di 1.000 chiese colpite, 600 gravemente lesionate, circa 500 monumenti civili danneggiati, 5000 opere artistiche da restaurare. In questi tre anni abbiamo riaperto 120 edifici religiosi e stiamo lavorando su altri 40, sono partiti i cantieri del Palazzotto dei Nobili, di palazzo Ardinghelli e del Teatro dell'Aquila. Quanto costerà quest'aspetto della ricostruzione? Per i monumenti servono tre miliardi, noi finora abbiamo avuto 50 milioni dalla Protezione civile, dal Comune dell'Aquila e dagli sponsor privati, con i quali abbiamo finanziato gli interventi avviati, compreso il restauro dei beni mobili, come i libri della Biblioteca provinciale. Perché i lavori vanno così a rilento? I tempi della ricostruzione dipendono dall'eccezionalità del terremoto - il primo a colpire un capoluogo e a compiere un danno talmente esteso - e dalle scelte compiute: la decisione di dare agli sfollati delle case confortevoli o comunque vivibili, distribuendoli sul territorio, era doverosa per disinnescare l'emergenza sociale ma adesso rischia di creare una minore urgenza della ricostruzione, nel senso che gli stessi aquilani non hanno bisogno" di rientrare in casa. Un ulteriore problema lo porranno tra non molto i puntellamenti: si è deciso di usare sistemi di tirantature non invasive, che permettono di lavorare meglio, ma richiedono molta manutenzione. Lo sto ripetendo da tempo. Quando sarà ricostruito il centro storico? Non dobbiamo illudere la gente: in termini ingegneristici, potrebbero bastare quattro-cinque anni, ma quando si deve lavorare in un centro storico interamente lesionato non è possibile aprire contemporaneamente tutti i cantieri, non esistono gli spazi e le condizioni di sicurezza per farlo. Non credo che l'Aquila rinascerà uguale a prima e comunque serviranno dai dieci ai quindici anni di lavori.
L'AQUILA - Marchetti Per riaprire il centro storico serviranno almeno 15 anni Necessari tre miliardi. I lavori andranno per le lunghe
Luciano Marchetti, il supertecnico dei terremoti, è stato cancellato dall'ordinanza Barca, ufficialmente per risparmiare, ma in realtà per la sua opposizione alla direzione regionale del ministero dei beni culturali. La sua uscita di scena sta creando problemi alla ricostruzione dei monumenti dell'Aquila. La situazione dei beni culturali dell'Aquila è critica, con oltre 1.000 chiese colpite, 600 gravemente lesionate e 500 monumenti civili danneggiati. I lavori di ricostruzione sono lenti a causa della mancanza di fondi e della scarsa disponibilità di spazi e condizioni di sicurezza.
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