Più di un mese per nominare un nuovo organismo Slittano ulteriormente i tempi dell'operazione Fondaco dei Tedeschi. Il Consiglio superiore dei Beni culturali, cui è stata inviata l'istruttoria della Soprintendenza di Venezia, con l'ulteriore supervisione della Direzione del Veneto, non ha ancora espresso il suo parere sul discusso progetto del gruppo Benetton, che ha acquistato l'immobile per farne un centro commerciale. Ma oggi l'organismo consultivo del ministero dei Beni culturali scadrà in via definitiva, dopo tre anni di attività e una proroga. A quel punto bisognerà attendere la riformulazione del Consiglio, che passa attraverso una serie di nomine dirette e votazioni. E il nuovo organismo dovrà riprendere in mano la pratica veneziana da zero. Tradotto in termini di tempo: almeno un mese di attesa in più, sempre che tutti fili come da previsioni. Per la cronaca, in questi giorni, i membri del Consiglio in scadenza avevano già avuto modo di esaminare il corposo malloppo arrivato da Venezia. Il tempo, però, era troppo poco per arrivare ad un giudizio collegiale. Il parere è consultivo, ma in una vicenda tanto delicata avrà un peso determinante. L'istruttoria della Soprintendenza veneziana avrebbe messo in luce vari punti critici su temi arcinoti: dal tetto con la famosa "terrazza semovente" o retrattile (secondo un'altra ipotesi), all'impatto della scala mobile sistemata nel chiostro interno, ma anche sul pontile esterno e sul numero di scale. In un successivo sopralluogo, una quindicina di giorni fa, una delegazione della Direzione regionale per i beni culturali del Veneto era stata accompagnata da alcuni rappresentanti di Edizione Property a visitare l'edificio e, in particolare, quei locali cosiddetti "novecenteschi", che secondo il progetto redatto dallo Studio Oma dell'archistar olandese Rem Koohlaas, potrebbero essere demoliti senza preoccupazioni. Il tutto nella prospettiva di un intervento di grande impatto che aveva sollevato varie critiche non solo in città, ma anche a livello nazionale. Anche di qui, probabilmente, la scelta della Soprintendenza di affidarsi alla Direzione regionale che, a sua volta, ha chiesto il parere dell'organismo ministeriale. Va detto che il nuovo ministro, Lorenzo Ornaghi, potrebbe anche decidere di non avvalersi più di un Consiglio superiore dei Beni culturali. Ipotesi comunque piuttosto remota, visto che questo organismo è oltretutto a costo zero con esperti di fama che prestano la loro opera a titolo volontario. Per l'operazione Fontego dei Tedeschi si tratta dell'ennesimo rinvio. Stando agli iniziali accordi tra Comune e gruppo Benetton, il via libera definitivo, con tanto di voto del Consiglio comunale, doveva arrivare a fine febbraio. Il termine era poi stato prorogato a fine aprile, ma a questo punto non basterà più.