Sopralluogo nelle due caserme Si rimette in moto il cantiere della Grande Brera, solo virtuale al momento, ma irrorato da un acconto di 23 milioni di euro in arrivo dai fondi europei per sviluppo e coesione che il Cipe ha stanziato meno di due settimane fa. Nell'attesa, mentre alla Pinacoteca proseguono i lavori di rabberciamento del tetto gruviera (per pagarli la Sovrintendenza ha dovuto ricorrere ai cartelloni pubblicitari), anche l'Accademia si muove. Ieri il presidente Salvatore Carrubba ha fatto un sopralluogo coi vertici militari all'ex caserma in dismissione di via Mascheroni dove il grosso dell'attività didattica si trasferirà per fare spazio all'ampliamento del museo a Palazzo Brera. Come prevede l'accordo firmato da tre ministri (Difesa, Istruzione e Cultura) nell'estate del 2010. Si parla di 23 mila metri quadrati, da trasformare in campus per i 3.500 studenti, di cui un migliaio stranieri, dell'Accademia di belle arti. Gli spazi sono quelli delle caserme «Magenta», in via Mascheroni, e «Carroccio», in via Pagano, avviate alla dismissione tre anni fa dal Ministero della Difesa. I tecnici dell'Esercito hanno già iniziato le ricognizioni per definire tempi e modalità di cessione delle strutture. Il primo problema logistico è il trasferimento del mastodontico archivio dell'ex Distretto militare: c'è da trovare una nuova collocazione a qualcosa come dieci chilometri lineari di scaffali di documenti che ora sono conservati alla «Magenta». La nuova Accademia resterà vicina di casa della limitrofa caserma «XXIV Maggio», che la Difesa ha destinato al Cedoc, il Centro documentale di Milano; una convivenza plausibile, visto che si tratta dello «sportello al cittadino» dell'Esercito, dove si sbrigano pratiche e si richiedono copie di certificati e documenti. Un terzo dell'area di 23mila metri quadrati destinata a campus tra la Magenta e la Carroccio potrebbe essere disponibile entro la fine di quest'anno. La stessa scadenza indicata dal Ministero dei Beni culturali per far partire i nuovi bandi che individueranno (anche) chi progetterà la nuova sede della scuola d'arte che, da accordi, manterrà un piccolo presidio a Palazzo Brera. Dove la Pinacoteca si potrà ridisegnare, dando corso al progetto dell'architetto Mario Bellini (che nel 2008 ha vinto la gara bandita dal Mibac), ma anche allargare mettendo mano a Palazzo Citterio. La regia dell'operazione è ora in capo al ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi. L'ex rettore della Cattolica si è speso per individuare e sbloccare i fondi europei che hanno ridato vita a un progetto che appariva spacciato per mancanza di liquidi, ma è chiaro che per coprire il budget (si parla di almeno cento milioni di euro per Accademia e Pinacoteca) saranno necessari dei finanziatori. L'ha ricordato lo stesso Ornaghi all'inizio di questa settimana: «Il Ministero, dopo aver recuperato qualche finanziamento, crede che alcuni progetti, come ad esempio la Grande Brera, non possano riuscire se non attraverso la collaborazione del pubblico con il privato».
MILANO - Grande Brera. Accelerata sul trasferimento
Il cantiere della Grande Brera, una caserma in dismissione, è stato riattivato grazie a un acconto di 23 milioni di euro proveniente dai fondi europei per lo sviluppo e la coesione. I lavori, che dovrebbero coprire un'area di 23.000 metri quadrati, saranno completati entro la fine dell'anno. La caserma sarà trasformata in un campus per l'Accademia di belle arti, che si trasferirà da Palazzo Brera. I lavori di trasformazione inizieranno con la cessione delle strutture alle autorità militari, che dovranno trovare una nuova collocazione per l'archivio militare. Un terzo dell'area destinata al campus sarà disponibile entro la fine dell'anno.
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