Ai dipendenti il piano sarà illustrato in differita. I sindacati spostano l'assemblea. Nessuno dei ministri, men che meno il premier Monti, saranno oggi agli Scavi. Per presentare la cura Pompei, infatti, si è preferito il palazzo in piazza Plebiscito della prefettura di Napoli e non il «capezzale» del «grande ammalato» alle pendici del Vesuvio. Una scelta che non è piaciuta a tutti, soprattutto a quanti a Pompei e per Pompei lavorano da anni, preoccupati di finire oscurati dalla giornata tutta «politica» di oggi. «Riteniamo sbagliato tenere la conferenza stampa a Napoli - fa sapere la Uil dei Beni culturali - e non nel sito archeologico al quale è destinato il finanziamento europeo». Il sindacato vuole comunque «che sia rispettato il percorso tracciato dal Consiglio Superiore che prevede "una fortissima imprescindibile centralità del Ministero, delle sue strutture", che mantiene le fila di tutta l'operazione nell'immediato e nel tempo lungo, anche in presenza, anzi, soprattutto in presenza di collaborazioni esterne molto aperte, anche internazionali». La Uil, ancora, chiede «il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità interne quali archeologi, architetti, funzionari tecnico scientifici di Pompei e Napoli». A tutti loro, intanto, il Grande Progetto Pompei verrà illustrato «in differita» nel pomeriggio di oggi: il segretario generale del Mibac Antonia Pasqua Recchia e il direttore generale per le Antichità Luigi Malnati saranno agli Scavi dove incontreranno alle 15,30 tutti i sindacati - l'assemblea indetta per stamattina è stata differita a domani da parte di Cisl, Uil, Flp, Unsa e revocata da parte della Cgil - e alle 16,30 tutto il personale della Soprintendenza. Da ieri, a lavoro negli Scavi c'è anche una squadra di geologi ed ingegneri di Invitalia - l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa che in virtù della convenzione con il Mibac assiste la Soprintendenza nei progetti di gara - che ha cominciato i primi rilievi idrogeologici.