È il giorno della (prima) visita a Napoli del premier Mario Monti e quattro dei suoi ministri. Appuntamento alle 10 in Prefettura per incontrare governatore e sindaci e poi con i giornalisti per presentare il progetto per Pompei. Ovvero 105 milioni di euro per il «il grande ammalato», per usare le parole di ieri del ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi durante question time alla Camera. Un modello di sviluppo per tutto il Sud che serve al governo per sfatare quell'idea comune di poca attenzione verso il Mezzogiorno. Ed ecco invece l'impegno (e il venirci a mettere la faccia), nonostante i cordoni della borsa chiusa, verso l'area archeologica di Pompei. Negli uffici di piazza del Plebiscito stamattina tutti gli attori di questa operazione collettiva: oltre a Monti, Annamaria Cancellieri, ministro dell'Interno, Lorenzo Ornaghi titolare dei Beni culturali, Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione e Fabrizio Barca numero uno della Coesione Territoriale. Sotto, in strada però, troveranno un presidio di studenti, precari e disoccupati pronti a contestare la squadra di governo. Attenzione delle forze dell'ordine per ridurre al minimo qualsiasi episodio che travalichi i confini della pacifica protesta. Tre ore almeno la presenza in Prefettura di premier e ministri. Con la coda della presentazione alla stampa del progetto per Pompei e un prequel di incontri con il governatore Caldoro, il presidente della Provincia Cesaro, il sindaco de Magistris e il collega di Pompei Claudio D'Alessio. Qui il governatore della Regione e il sindaco di Napoli sono pronti a fare le loro richieste al premier. Con spirito costruttivo, s'intende e partendo proprio da progetto Pompei partito da un'intuizione del governatore e dell'exministro Fitto. Con Caldoro che conferma l'intenzione di rilanciare due sue idee: un fondo di garanzia nazionale con le risorse non utilizzate e dare una spinta al federalismo. «Un fondo di garanzia nazionale in cui concentrare, sotto la regia dello Stato, tutte le risorse che sono congelate perché non possono essere investite altrimenti si violerebbe il patto di stabilità - anticipa il governatore -. Sarebbe una grande risposta del governo al Mezzogiorno e ai creditori che attendono segnali da troppo tempo. In questo modo potremmo ricucire davvero l'Italia mettendo da parte egoismi e interessi di una parte. La nostra idea non è per dividere ma da intendere in una ottica di coesione nazionale». Mentre sul federalismo precisa: «Servono regole capaci di individuare e premiare le performance di miglioramento, superando la logica delle rendite di posizione. Bisogna partire tutti dallo stesso punto», spiega riferendosi al superamento della logica della spesa storica. Ma si ragionerà anche su politiche del lavoro e, soprattutto, sui tagli al comparto dei trasporti. Troppi: meno 76 per cento da qui a due anni. Mentre de Magistris annuncia una richiesta di modifica sull'Imu, la nuova tassa che vedrà beneficiare i comuni per il 50 per cento e sui tagli agli enti locali («scelta assurda», precisa l'ex pm). «Siamo preoccupati - dice - e lo diremo a Monti, non posso pensare che il Governo non abbia in agenda modifiche all'Imu». Ma l'inquilino di palazzo San Giacomo tornerà sicuramente sul cavallo di battaglia dell'Anci. Ovvero far uscire dai tetti del patto di stabilità le spese per gli investimenti. Argomenti che saranno al centro dell'incontro ma anche del successivo pranzo al foyer del teatro San Carlo. Gli appuntamenti. La cultura dopo l'agenda istituzionale Prima in prefettura, poi a Palazzo Reale e al San Carlo. Il programma della visita del presidente del Consiglio Mario Monti, insieme ai ministri Ornaghi, Cancellieri e Profumo prevede una tappa particolarmente attesa al San Carlo per un pranzo organizzato dal ministro dei Beni Culturali proprio nel foyerdel teatro. La visita al San Carlo sigla di fatto la prima volta del presidente del Consiglio, grande amante del melodramma, in una fondazione lirica del Sud Italia. Il presidente Monti avrà l'occasione di vedere il San Carlo dopo il recente restauro, iniziato e ultimato durante il commissariamento straordinario di Salvatore Nastasi, attualmente capo di gabinetto del ministero dei Beni Culturali. A ricevere Monti la sovrintendente Rosanna Purchia e il sindaco Luigi de Magistris. Al termine della visita il premier Monti ha in agenda anche una visita al museo di Capodimonte dove sarà accompagnato dai rappresentanti delle istituzioni.