Ormai è certo, si tratta di un sito di epoca romana risalente al primo secolo avanti Cristo. A certificarlo la perizia condotta ieri mattina dalla soprintendente ai beni archeologici del Lazio Nicoletta Cassieri all'interno dell'articolato sistema di grotte affrescate sotterranee poste sottosequestro dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri a Formia, sul lungomare di Vindicio, 1129 marzo scorso. Indagati i conviventi presunti committenti dei lavori edilizi abusivi che sono tutt'ora domiciliati presso l'abitazione privata ubicata nella medesima area del sito. «Dopo la segnalazione delle forze dell'ordine ha esordito la Cassieri abbiamo appurato la portata dei lavori che abusivamente sono stati realizzati, osservando questo complesso archeologico di enorme importami, da sempre noto alla Soprintendenza e perciò coperto dal vincolo archeologico già dagli anni '50. Abusi che hanno violato decreti ministeriali di tutela, ma i cui danni, seppur considerevoli, non sono stati ancora quantificati. Riteniamo che non siano stati trafugati reperti originali, tuttavia hanno distrutto le murature e le pavimentazioni originali. E' probabile che già alcune parti delle murature siano state distrutte e gettate via, anche perché i lavori sono in atto già da parecchio tempo». Un vero e proprio scempio, dunque, sul quale la soprintendente non esclude però lapossibilità di un intervento di restauro e di ripristino per tornare all'originalità del sito, che definisce «un risarcimento dovuto. Vorrei infine sottolineare conclude che il regolamento urbanistico del Comune di Formia è perfetto considerando che l'area era già sottoposto a una tutela integrale, fatto salvo ovviamente l'ambito quasi incontrollabile della proprietà privata». Sul fronte delle indagini, invece, in attesa della perizia di ieri, il tenente della Guardia di Finanza Stefania Quarta ha dichiarato: «Attendiamo la delega del magistrato per proseguire le indagini volte ad appurare le varie responsabilità. Solo grazie alla soprintendenza abbiamo avuto la certezza del danno archeologico». Ma a questo punto si apre l'aspetto più interessante della vicenda. Perché in considerazione degli 11 operai da circa un anno a libro paga e l'enorme valore degli arredamenti e del materiale edile, di una piscina e persino dell'allestimento di suite di lusso all'interno delle grotte, il valore dell'intera operazione potrebbe aggirarsi intorno a diverse centinaia di migliaia di euro. Una cifra che sta rafforzando negli organi inquirenti la tesi secondo la quale ci sarebbe una regia ad avere progettato e finanziato l'intervento. Ma chi?