Dal Comune non è ancora partito lincarico per le controanalisi Lannuncio era stato dato da Di Giorgi due settimane fa: tutto tace Lassessore Rosa Maria di Giorgi aveva annunciato il 18 marzo che lOpificio delle Pietre Dure sarebbe stato incaricato delle controanalisi sui reperti trovati da Maurizio Seracini sul muro dove ci sarebbero le tracce della Battaglia di Anghiari. Sono passate due settimane ma dal Comune nessuno ha ancora scritto allistituto di restauro fiorentino per coinvolgerlo. Tantomeno sono stati inviati i campioni su cui i tecnici dovrebbero fare le analisi. «I materiali residui nei prossimi giorni saranno consegnati allOpificio», aveva spiegato lassessore durante il consiglio comunale. In realtà è tutto fermo e la circostanza è curiosa vista limportanza che viene data dallamministrazione alla caccia a Leonardo e visto che a questo punto la verifica dellOpificio diventa fondamentale anche per il proseguimento delle ricerche. Finché le contranalisi non vengono svolte e non sono resi noti i risultati non si può fare praticamente nulla. I campioni non arrivano e il ponteggio nel Salone dei Cinquecento resta inutilizzato da molti giorni. Non ci sta lavorando léquipe del professor Maurizio Seracini, in attesa di un via libera per le nuove fasi della ricerca, non ci stanno lavorando i restauratori dello stesso Opificio, a cui era stato offerto di utilizzare la struttura per restaurare laffresco del Vasari. A pagare laffitto del ponteggio è il National Geographic, lo sponsor della ricerca, ma non è chiaro per quanto ancora la struttura resterà disponibile. La necessità di una contranalisi era stata sollevata da più parti quando vennero presentati i risultati del lavoro di Seracini. A fare le verifiche sui reperti erano state la Editech, che appartiene allo stesso professore, e il Pontlab di Pontedera. Si è spiegato che la scelta dei due laboratori era dovuta alla necessità di avere un riscontro rapido dei risultati. Dopo il via libera del ministero a nuovi interventi, sempre che non danneggino lopera del Vasari, si è deciso di «affidare in tempi rapidi il materiale allOpificio», come ha spiegato a suo tempo Di Giorgi. Seracini ha trovato in uno dei sei fori utilizzati per raggiungere il muro retrostante quello dellopera del Vasari quattro reperti ritenuti interessanti. In particolar modo una lacca rossa e pigmento nero, di una composizione che sarebbe simile a quella analizzata dal Louvre e ritrovata nella Gioconda e nel San Giovanni Battista di Leonardo. La scoperta ha portato il sindaco Matteo Renzi a scrivere al ministero per chiedere di andare avanti con la ricerca. LOpificio delle Pietre Dure ha affidato il suo pensiero su quanto trovato a uno scritto uscito alcuni giorni fa sul sito dellistituto. «Sono state avanzate delle ipotesi che tendono a sostenere lappartenenza di questi materiali alla perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo. Dato il ruolo dellOpificio è opportuno precisare, per correttezza scientifica, che si tratta, per ora, di unipotesi affascinante, che avrebbe una incredibile importanza per la storia dellarte e non solo, ma solo di una ipotesi e che, come sempre, una indagine puntuale non può in alcun modo fornire informazioni sulla eventuale estensione del reperto e del suo stato di conservazione». Insomma, si invita alla prudenza. E si attendono la lettera di incarico del Comune e i reperti per fare le controanalisi.
FIRENZE - Anghiari, lOpificio può attendere
Il Comune di Firenze non ha ancora inviato lincarico allOpificio delle Pietre Dure per le controanalisi sui reperti trovati da Maurizio Seracini sul muro dove ci sarebbero le tracce della Battaglia di Anghiari. I materiali residui saranno consegnati allOpificio nei prossimi giorni, ma non è chiaro se verranno effettuate le analisi. La verifica dellOpificio diventa fondamentale per il proseguimento delle ricerche. I campioni non arrivano e il ponteggio nel Salone dei Cinquecento resta inutilizzato. La necessità di una contranalisi era stata sollevata da più parti quando vennero presentati i risultati del lavoro di Seracini.
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