Il punteruolo rosso ha ucciso 400 palme. Ma molti arbusti sono stati abbattuti anche a causa di interventi edili, come in corso Cavour La legge impone di mettere a dimora una pianta ogni nuovo nato ma a non è rispettata Lultimo abbattimento per il restyling del bar Saicaf ha fatto infuriare i residenti Lultima "vittima" è stata registrata in pieno centro, allincrocio tra corso Cavour e via Dante. Quella chioma che quasi accarezzava il "Grancaffè Saicaf", appena ristrutturato, non si vede più: lalbero è stato abbattuto. E residenti e commercianti quasi non si capacitano chiedendosi quale fosse la colpa di quel vecchio arbusto. Ora in compenso hanno un marciapiede più spazioso e qualche vetrina ne ha anche tratto beneficio in nome della visibilità. Ma questa è solo una delle tante storie cittadine di verde negato. Basta una semplice passeggiata nei giardini o nelle due pinete cittadine per accorgersi di tronchi tranciati, di aiuole ormai appassite e di spazi dove non cresce più lerba. Poi cè il capitolo delle piazze: ogni rifacimento o colata di cemento porta via con sé pezzi di storia. In rete girano ancora i filmati degli abbattimenti di massa nellagosto 2005 in piazza Cesare Battisti. Per realizzare il parcheggio interrato furono soppressi 220 alberi di alto fusto risalenti a fine 800. Stessa sorte è toccata al rione Libertà per il restyling di piazza Redentore: in un solo colpo sono spariti i pini secolari che hanno accompagnato i pomeriggi giovanili di intere generazioni allombra del vicino oratorio salesiano. E i nuovi arbusti arrivati non riescono mai a compensare le perdite. Più fortunati, per ora, gli alberi dellex ospedale militare Bonomo. Lì il Comune vorrebbe trasferirci la sede degli uffici giudiziari ma alcuni comitati sono pronti a dar battaglia per salvaguardare il verde esistente. Su Facebook hanno creato un gruppo che conta oltre 1.500 iscritti. Per la possibile realizzazione del parcheggio interrato in corso Cavour, alcune associazioni hanno già raccolto oltre 2.500 firme per evitare la soppressione di un solo albero secolare. Sembra invece una battaglia persa quella contro il punteruolo rosso che ogni giorno divora centinaia di palme, simbolo delle città costiere. A Bari è una vera emergenza, mediamente viene abbattuta una palma a settimana, sia pubblica che privata. Ne sanno qualcosa le ultime portate via qualche giorno fa nei pressi di piazza del Ferrarese e in via Bruno Buozzi. Lo scorso anno ne sono state abbattute quasi 440 delle quali 40 comunali. Tutte presentavano gli stessi sintomi: chiome sempre meno folte con un portamento ad ombrello aperto e un colorito progressivamente spento. I quartieri più colpiti sono Santo Spirito e Torre a Mare, ma anche nel centro murattiano compiano i primi casi che deturpano laspetto del lungomare e di corso Vittorio Emanuele. E il verde pubblico non può nemmeno contare su finanziamenti certi e personale specifico. Le nuove piantumazioni sono bloccate dal 2010 in assenza dei fondi che dovevano arrivare dal piano delle alienazioni; manca ancora un agronomo mentre i giardinieri scarseggiano. Il Comune ha pensato bene di aggirare lostacolo avviando la procedura delle adozioni rivolte ai cittadini e alle aziende (grossi nomi dalla Natuzzi, allIkea e allEnel hanno già presentato domanda per curare delle aree a fini pubblicitari). Poi cè una legge nazionale di 20 anni fa (la 113 del '92) che obbliga i comuni a piantare un albero per ogni nuovo bebè in città. A Bari è rimasta nel cassetto.
PUGLIA - Malattie e cemento: è lanno orribile del verde nel 2011 non è stato piantato neanche un albero
A Bari, il punteruolo rosso sta uccidendo le palme. Molti arbusti sono stati abbattuti anche a causa di interventi edili. La legge impone di piantare una pianta ogni nuovo nato, ma non è rispettata. L'ultimo abbattimento è stato registrato in pieno centro, all'incrocio tra corso Cavour e via Dante. I residenti e i commercianti sono infuriati. La città ha anche perso altri alberi, come quelli del rione Libertà e dellex ospedale militare Bonomo. Alcune associazioni hanno raccolto firme per evitare la soppressione di alberi secolari. A Bari, le palme vengono abbattute a causa di problemi di salute e di mancanza di finanziamenti.
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