Restauri costosi e la dimora della Vucciria è «divorata» dal degrado Dai fasti di un tempo al triste degrado di oggi. La principesca dimora dei Gravina Filangeri di Rammacca, che occupava l'intero isolato fino alla retrostante via Terra delle Mosche, vive in uno stato vergognoso. I turisti che vanno alla Vucciria la immortalano e la sua immagine gira per il mondo come un'aristocratica caduta in miseria. Nel Settecento e nell'Ottocento il palazzo fu messo in ginocchio da tremendi terremoti. Ed ha avuto sempre la forza di rialzarsi. Oggi questa forza non c'è più. Il restauro costa troppo e i diversi proprietari non hanno il denaro per rimettere in gioco la struttura. Ma tuffiamoci nella storia. All'inizio del Seicento nell'enorme edificio aveva sede l'ufficio della Tavola, il Banco pubblico fondato nel 1553 e poi trasferito a palazzo Pretorio. Nel 1721, un crollo costrinse i proprietari ad iniziare un intero programma di interventi. Sembra che la relazione del progetto sia stata firmata da Giuseppe Amato, l'architetto di palazzo Gaetani-Rostagno. Ma il tremendo terremoto del 1726 mise nuovamente in ginocchio la struttura. La nuova dimora dei Rammacca venne innalzata sul finire del 1730 e porta la firma di Nicolò Palma. In una incisione di Giuseppe Vasi (1736) si nota la statua di Carlo III al centro di una "machina scenica" d'argento sbalzato e pietre dure, innalzata da orafi e argentieri in occasione dell'incoronazione. L'edificio venne abbellito all'interno con saloni affrescati e pavimenti in maiolica che servivano per le sontuose feste da ballo. Il principe di Rammacca fu capitano di Giustizia e gentiluomo di Camera di Sua Maestà. La famiglia Gravina Filangeri di Rammacca fu una delle più nobili, antica e gloriosa per possesso di molti feudi e per numero di cariche ricoperte. Oggi l'edificio di piazza Garraffello, anche se degradato, è abitato da diverse coppie giovani che sperano in un miracolo di recupero dell'immobile e della zona. Sta peggio palazzo Lo Mazzarino. Si trova in uno stato di degrado veramente grave, puntellato e abbandonato al proprio destino. Ormai esiste soltanto la scheletrica facciata con una nicchia vuota dove un tempo era inserito il busto marmoreo di Carlo V. Sembra, comunque, che la scultura sia stata recuperata anni fa dalla Soprintendenza e conservata nei magazzini. V. P. 03042012
PALERMO - A rischio crolli palazzo Rammacca
La dimora della Vucciria, un palazzo storico di Palermo, è in uno stato di degrado. I proprietari non hanno il denaro per il restauro e il costo è troppo alto. Il palazzo ha subito diversi terremoti nel corso dei secoli, tra cui il terremoto del 1726 che lo mise nuovamente in ginocchio. Nel 1730, la nuova dimora dei Rammacca venne innalzata sul finire del 1730 e porta la firma di Nicolò Palma. L'edificio era stato abbellito con saloni affrescati e pavimenti in maiolica per le sontuose feste da ballo. Oggi, il palazzo è abitato da diverse coppie giovani che sperano in un miracolo di recupero dell'immobile e della zona.
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