Salvo Baio, primo presidente del Consorzio universitario Archimede C'è mistero sul Piano di gestione dei beni culturali tutelati dall'Unesco. E intanto il monitoraggio Unesco è imminente. Salvo Baio, ex presidente del consorzio universitario Archimede, rilancia il monito di Ray Bondin, ambasciatore dell'Unesco. «Non basta aver ottenuto l'inserimento di Siracusa, Pantalica e barocco del Val di Noto nel Patrimonio dell'Umanità - ha detto Bondin. - Bisogna gestire secondo le linee del Piano di gestione a suo tempo elaborato». E Bondin ha pure ricordato le principali direttrici di questa gestione: tutela, valorizzazione e fruizione dei beni culturali, diffusione della cultura classica, servizi di accoglienza per i turisti, vivibilità della città ed altro ancora. Ebbene di tutto questo non c'è nulla. «L'Unesco non avverte - ha detto Bondin. - Manda degl'ispettori in incognito. I quali poi redigono rapporti riservati. Secondo le risultanze di questi rapporti l'Unesco assegna poi un termine entro il quale la città deve adempiere i suoi obblighi per gli obiettivi previsti con il riconoscimento a suo tempo conferito». «È proprio il Piano di gestione il nocciolo della vicenda - ricorda Salvo Baio. - Il Piano è un presupposto essenziale per il riconoscimento Unesco. Ne fu concepita una bozza dalla Soprintendenza. Sarebbe utile, anzi necessario, che chi ne ha competenza dicesse che fine ha fatto questa bozza. Ed è altrettanto utile, anzi necessario, ricordare che senza il Piano salta tutto. Fra l'altro da una opportuna opera di valorizzazione e fruizione dei beni culturali non possono non scaturire nuove opportunità di lavoro per varie figure professionali». Baio ricorda che venne costituito il consorzio Hyblon per la gestione del Piano che non c'è. Ne facevano parte i Comuni di Siracusa, Sortino, Cassaro e Ferla, la Camera di commercio, la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali, il consorzio universitario Archimede, che allora aveva anche i corsi di laurea in Beni culturali. «Il Comune di Siracusa uscì dal consorzio Hyblon. E questo si sciolse. Da allora il silenzio. «Fu poi costituito il distretto rustico - ricorda ancora Baio. - Che peraltro non ha mai funzionato. C'è tutta una serie di contenitori vuoti. I quali hanno un costo per il solo fatto di esistere ma non producono alcunchè. E intanto Siracusa continua a perdere flussi turistici. Ha addirittura il 40 per cento di flussi in meno di Ravenna. Ed è l'ultima in Sicilia». 03042012