Il nuovo soprintendente di Siracusa sarà nominato entro questa settimana, come assicura l'assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo. Dopo cinque mesi, la vacatio ai vertici dell'ente di piazza Duomo sarà colmata e, dopo Voza, Muti e Ciurcina, si attende il nome del nuovo soprintendente ai Beni culturali. Missineo interviene anche sulla polemica dei giorni scorsi attorno al ruolo di reggenza Alessandra Trigilia che è subentrata a Marzia Scialabba, la quale ha chiesto un periodo di riposo. «Nessuna nomina politica - dice Missineo -. Così come sono demagogiche le polemiche contro il Piano paesaggistico approvato lo scorso gennaio. In attesa della nomina del soprintendente, che sarà ufficializzata in questi giorni, la legge prevede che la reggenza gerarchica sia affidata al dirigente con maggiore anzianità in organico. L'attuale reggente risponde proprio a queste caratteristiche e, comunque, sostituisce un altro dirigente con più anni di servizio ma assente dall'ufficio per motivi personali. Dunque non c'è nessuna nomina politica ma solo un atto di legge». Missineo inoltre ha ricordato che il Piano paesaggistico, in quanto atto pubblico, è stato affisso agli albi pretori degli enti locali. «E può essere discusso in qualunque sede - aggiunge l'assessore regionale -. Gli strumenti normativi, infatti, consentono di presentare osservazioni, o eventuali opposizioni, da far pervenire nei tempi previsti dalla legge all'assessorato dei Beni culturali». Come evidenza Missineo, l'adozione del Piano paesaggistico è arrivata al termine di una lunga concertazione tra la Soprintendenza, gli uffici dell'assessorato ai Beni culturali e i Comuni che hanno lavorato per individuare le migliori caratteristiche del piano paesaggistico. «Il piano è migliorabile - ribadisce l'assessore regionale - e, in questo senso, saranno fondamentali proprio le osservazioni da parte dei soggetti interessati, per affinare il piano e renderlo completamente adeguato e rispondente alle esigenze del territorio. Il percorso seguito per l'adozione del piano è corretto e trasparente. Le polemiche innescate dai consiglieri comunali hanno dunque ben altre motivazioni, queste sì di carattere politico e elettorale, a cui il sottoscritto e l'Istituzione che rappresento si rifiutano di prendere parte». -Sia il Comune che la Provincia hanno annunciato di fare ricorso al Tar contro il Piano paesaggistico, cosa ne pensa? «Siamo sereni. Un Piano che prevede una pianificazione e dei vincoli è chiaro che causa contenti e scontenti. Tuttavia si tratta di uno strumento atteso da un decennio il cui iter è stato da me accelerato e su cui abbiamo messo in conto errori: c'è per questo un Osservatorio regionale che vagliera le osservazioni e le opposizioni attraverso un processo di grande democrazia». isabella di bartolo 03042012