Gli edifici storici e religiosi, i monumenti. Il centro cittadino è un patrimonio artistico per cui non è stato fatto praticamente nulla. Il caso delle "100 chiese": dovevano essere consegnate a Natale 2009, nessun restauro è stato compiuto Anno terzo dal sisma del 6 aprile 2009, si avvicina l'anniversario e non sai che sperare. Perché è cambiato il governo e si ricomincia. In un certo senso è bene, perché persino i nuovi ministri che sono venuti a L'Aquila non si aspettavano di vedere quello che hanno visto: il deserto del cuore storico della città. Però tre anni non sono pochi e sono passati a litigare sulle procedure, perché super Berlusconi e super Bertolaso non hanno voluto imparare niente dal passato, hanno tenuto lontani tutti quelli che avevano lavorato ad Assisi, nelle Marche, in Friuli, in Irpinia. Ora, con l'ordinanza 4013, la prima del governo Monti e la prima che non porta l'intestazione Protezione civile, cambiano le procedure: per accedere agli indennizzi ci vogliono 5 preventivi e 3 offerte. Ma se non fai il progetto il preventivo è una finzione. Tutto rischia di bloccarsi di nuovo. La novità veramente positiva è la fine della gestione emergenziale, se ne sta andando il sub commissario ai Beni culturali Luciano Marchetti, con cui dice Marisa Dalai Emiliani - "si è preteso di sostituire il lavoro di un intero ministero». Ma l'eredità che sta per lasciare non sarà facile da gestire. C'è stato il grande convegno con l'Ocse, una cosa importante, dice il segretario della Cgil Gianni Di Cesare, per il binomio ricostruzione e sviluppo. Però Vezio De Lucia e Marisa Dalai Emiliani inorridiscono quando leggono la parte sul centro storico. L'Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli ieri era a L'Aquila. «Abbiamo iniziato a vigilare dice Marisa Dalai Emiliani immediatamente, a dicembre 2009 abbiamo organizzato il primo convegno a L'Aquila». Per Luciano Marchetti quelli in corso sono giorni frenetici, gli ultimi prima del trasloco. Anche ieri doveva avere una riunione che poi è saltata, con all'ordine del giorno la gara dei lavori per la chiesa di San Gregorio Magno. L'ingegnere è il "Rup", responsabile unico del progetto. La frenesia di questi giorni fa pensare che, forse, il sub commissario se ne va ma non se ne va, tanto più che è "Rup" anche per tutti i più importanti cantieri di restauro: il Duomo e le Anime sante, Collemaggio e la prefettura e S. Agostino. Non solo, ora c'è da trasferire le carte alla soprintendenza regionale e fra queste c'è il progetto delle 100 chiese che nel 2009 dovevano essere restituite al culto per la notte di Natale. Un progetto da milioni di euro però, sinora, nessun restauro è stato compiuto. Ma nell'elenco delle chiese recuperate ci sono molte stranezze, nota Umberto D'Angelo: «47 sono in paesi che non fanno parte del Cratere». Celano e Magliano dei Marsi, Penne e Pescina. Vuoi vedere che dai soldi per il terremoto ci sono uscite anche provvidenze per realtà che non hanno subito danni? E poi ci sono delle stranezze da verificare, la chiesa di Pizzoli che era agibile ed è stata impacchettata lo stesso, idem per quella di Pianella che stava bene ma è stata sistemata con puntelli e contrafforti. Sui puntelli bisognerà cominciare a fare un po' di conti: 5 milioni per il puntellamento della biblioteca e sede della Provincia, 6 milioni e mezzo per i palazzi Ciampella e Lopez Fibioni. Fino agli "spiccioli", come i 40.000 euro spesi per il sito web del vice commissario. Doveva essere uno strumento di trasparenza ma, a maggio dello scorso anno, l'emittente Abruzzo 24 ha fatto un tentativo di navigazione. Non ci si capiva niente. Il sito è stato sospeso e ripristinato due giorni fa. E quanto all'efficienza, racconta l'assessore del comune de L'Aquila Placidi: «Noi abbiamo schedato i danni dei nostri 283 edifici storici e abbiamo consegnato le schede che sono andate perse». Vezio De Lucia legge e sbianca, «sono stupito e in dissenso, non ho mai letto parole così stolte». Le para le sono contenute nel documento del Forum Ocse del 17 marzo scorso, vi si propone un concorso internazionale immaginando «moderne soluzioni architettoniche e ingegneristiche con lo scopo di creare luoghi moderni conservando e migliorando le facciate storiche degli edifici». È la parte del lavoro affidata alla università olandese di Groningen. La cosa che lascia di stucco, dice De Lucia, «è che l'Italia ha inventato e esportato in tutto il mondo teoria e pratica del restauro e del risanamento conservativo dei centri storici». Gli architetti «avrebbero un grandissimo lavoro d fare sugli edifici moderni». Nel centro storico, spiega Marisa Dalai Emiliani, la gran parte degli edifici non è crollata, «non possono essere trasformati in mere facciate». Perciò ripete le tre parole che fecero da guida nel post terremoto nelle Marche: ripristino, recupero, restauro. Dopo 4 anni dal terremoto del 1997 «avevamo una banca dati completa degli edifici e delle opere che vi erano all'interno». A L'Aquila, invece, siamo all'anno zero, di molte opere d'arte non si sa nemmeno dove siano andate a finire. «Io spero in una svoltadice la presidente dell'associazione Bianchi Bandinelli - , spero che il ministero dei Beni culturali decida di rafforzare le sue strutture in Abruzzo, lo abbiamo chiesto come Consiglio Superiore - qui è la struttura emergenziale ha sottratto forze alle sovrintendenze ma non è stata mandata una persona in più». Persino per la sede provvisoria del museo all'ex Mattatoio, il bando di gara è partito solo ora.
L'Aquila. A tre anni dal sisma. L'emergenza è finita. Ma resta una città ancora da ricostruire
Il governo Monti ha emesso l'ordinanza 4013, che cambia le procedure per accedere agli indennizzi per la ricostruzione di edifici storici e religiosi a L'Aquila. Ora, per accedere agli indennizzi, ci vogliono 5 preventivi e 3 offerte. Ma se non fai il progetto il preventivo è una finzione. La novità veramente positiva è la fine della gestione emergenziale, che si sta andando a fine anno. Il sub commissario ai Beni culturali Luciano Marchetti sta per lasciare il suo incarico, ma il suo lavoro non sarà facile da gestire. L'Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli ha iniziato a vigilare sulle opere di restauro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo