La riflessione. Il pericolo speculazioni è in agguato L'asfalto deprime le coltivazioni e le produzioni «Sono scettico sui benefici ricordiamo che ogni giorno il cemento divora 75 ettari» «Sorrento non fa altro che allinearsi al trend dominante in Italia: nel nostro Paese, pur di far cassa, si è disposti a distruggere parti sempre più consistenti del nostro splendido paesaggio». A lanciare l'allarme è Fulco Pratesi, ambientalista e fondatore del Wwf Italia, di cui è anche presidente onorario. Il Comune di Sorrento mette in vendita mulattiere e strade di campagna, spesso inaccessibili o funzionali alla proprietà di poche famiglie: cosa ne pensa? «È una strategia che mi giunge nuova, mentre non è affatto una novità la tendenza dei Comuni a far cassa a spese del territorio. Nel Lazio, ad esempio, si tagliano i boschi per trarre profitto dalla vendita della legna. Contro questo fenomeno il Wwf si batte già da diversi anni. Comunque, si tratta di una strategia diffusasi in tempi piuttosto recenti, di pari passo con l'irrigidimento dei vincoli alla finanza locale. Non credo, comunque, che si tratti di una scelta condivisibile». Non crede che questa decisione possa apportare benefici in termini di riqualificazione del territorio odi contrasto all'abusivismo edilizio? «Sono piuttosto scettico. Non conosco il patrimonio sentieristico di Sorrento e dintorni, ma dubito che il territorio possa beneficiare di una simile decisione. Non credo che sentieri e strade di campagna possano attirare gli investitori privati. Cosa potrebbe mai fare un imprenditore? Chiudere un pezzo di strada ed imporre una sorta di pedaggio a chiunque vi voglia transitare? Non dimentichiamo che la mobilità è pubblica per sua stessa natura e tale deve restare. Senza calcolare le conseguenze negative che potrebbero verificarsi per il settore agricolo». Cioè? «Spesso, mulattiere e strade di campagna attraversano terreni molto fertili. La cementificazione rischia di deprimere le coltivazioni di grano odi pomodori, solo per fare un esempio». C'è rischio di speculazioni? «Il pericolo è grave come nel resto d'Italia. Non dobbiamo dimenticare che viviamo in un Paese paranoico dove, quando è necessario reperire risorse finanziarie, si pensa subito a sacrificare il territorio. Non dobbiamo dimenticare che, ogni giorno, ben 75 ettari di territorio vengono divorati dall'asfalto. Altrettanto allarmante è il numero spropositato di automobili che infesta le nostre città: a Roma, ad esempio, sono 750 ogni mille abitanti; in India, invece, soltanto sette. Sono numeri che la dicono lunga sulla tragica sorte che negli ultimi anni è toccata alla nostra terra».