Sardegna privé, cale e spiagge a numero chiuso. Ordinanze per frenare il turismo di massa Il continente sardo attende la discesa dei pellegrini con la pala e il secchiello anche quest'anno. L'orda che arriva nell'isola, accarezza la Vita Smeralda, invade la bellezza soffice e selvaggia dei fianchi costieri, porta soldi ma anche tante preoccupazioni. Le tasche stagionali, si riempiono, certo, ma poi c'è da fare i conti con i resti dell'estate che se ne va. E' il vuoto a rendere della Sardegna è fatto di spiagge sporche, un paesaggio ubriacato dalla vacanza, ecosistemi fragili. C'è così chi ha pensato di attrezzarsi per un'ospitalità mirata. A Baunei, una fornace, come dice il suo nome dall'antico greco, bruciata dal sole tra le rocce calcaree della costa dell'Ogliastra, il sindaco ha pensato che la misura fosse ormai colma e che qualche turista in meno non farà di certo male. C'è la bellezza da salvaguardare. Ci sono cale che non sopportano più le gite di massa e che accoglieranno i vacanzieri con il contagocce. Vecchia idea quella delle spiagge a numero chiuso, che periodicamente gira tra le amministrazioni sarde, e che il primo cittadino Salvatore Corrias adotterà forse già a partire da questa stagione. Venerdì ha firmato l'ordinanza che regolamenta il traffico turistico nell'eldorado balneare e che ha trovato tutti d'accordo. La Costa di Baunei ha un equilibrio delicato e preoccupano le recenti indagini sulla prateria sottomarina a rischio per l'inquinamento in crescita. Le splendide cale, riservatissime ,che si affacciano con sabbia dorata, sul litorale centro-orientale della Sardegna, devono essere preservate dall'assalto indiscriminato. Le rinomate Cala delle Sorgenti e dei Gabbiani, ma anche Ispuligidenie Mariolu, Biriala e Goloritzè, raggiungibili via terra attraverso mulattiere ma più spesso via mare, a un certo numero di turisti, saranno off. Spiaggette dalla sabbia finissima e mare blu cobalto che si stagliano sul verde scenario delle montagne a picco sulla costa le rendono meta prediletta di migliaia di viaggiatori che arrivano da tutto il mondo e che preferiscono il sapore più aspro di queste località alla girandola vip della Costa Smeralda. «Noi intendiamo valorizzare il nostro territorio - spiega il sindaco - e lo possiamo fare solo selezionando i flussi di vacanzieri». Nessuna lista tipo discoteca, e il ritornello "tu sì", "tu no" all'entrata, assicura Corrias. La scelta non sarà l'esclusività facoltosa, perché spiagge e cale saranno aperte a tutti, e gratis. Solo che, una volta raggiunto il numero massimo, chi arriverà dopo sarà costretto a tornarsene indietro. Ancora sono da fissare cifre e criteri con cui verrà attuata l'ordinanza. L'accesso sarà sicuramente regolamentato da un piano orario e i controlli effettuati da Polizia municipale, Carabinieri e Capitaneria di porto di Olbia. In passato avevano già provato ad adottare il numero chiuso anche nelle zone a sud dell'isola, nel cagliaritano, da Quartu a Villasimius, spiagge aggredite dalla logica del cemento forzato e risucchiate dall'erosione, con una presenza di bagnanti in estate superiore al sopportabile e dall'impatto devastante. «Non potevamo più tollerare che la costa fosse sottoposta a un uso massiccio e spesso indiscriminato. Queste norme sarebbero dovute essere in vigore già da tempo. Anche perché invitano i turisti a essere più responsabili», ribadisce Corrias. Dalle cale di Baunei ai calli di Venezia, che anche sta pensando a una restrizione dei visitatori per la tutela dei patrimoni storici, è la rivincita di una strategia del turismo sostenibile. E sono sempre più i seguaci, consapevoli però di dover fare i conti con i cow-boy infoiati dei viaggi low-cost, alla conquista della frontiera estiva, indifferenti ai paradisi, che non possono più attendere.