«Organizzeremo a settembre una grande mostra sul principe di Sansevero» Il direttore De Caro replica alle accuse: infondate, ho i titoli per stare qui La carriera. Mi sono laureato a Siena, ho insegnato Storia e tecnica dell'editoria nei master di specializzazione dell'università di Verona, città dove vivo anche se sono nato a Bari Gioielli d'arte all'ombra del Vesuvio, un destino sospeso tra decadenza e meraviglie. Un «karma» che non ha risparmiato il grande complesso dei Girolamini, la cittadella che custodisce, non senza difficoltà, immensi tesori culturali, a cominciare dalla favolosa biblioteca, del cui degrado hanno parlato ieri il «Corriere del Mezzogiorno» e l'altro ieri il «Fatto quotidiano». Al centro della polemica il neo direttore, Marino Massimo De Caro, che abbiamo incontrato all'indomani della bufera mediatica. De Caro risponde e mette sulla bilancia i dati positivi. Ad esempio, subito dopo il suo insediamento, l'anno scorso, il neodirettore racconta di aver avviato un rapporto di stretta collaborazione con il capitano dei carabinieri Carmine Elefante, comandante del Nucleo di tutela del patrimonio culturale. Primo atto la denuncia (presentata il 21 giugno 2011) della scomparsa di un rarissimo incunabolo del 1486, per l'esattezza Le favole di Esopo di Francesco Del T uppo, presente nell'elenco dell'Istituto del catalogo unico di Roma ma già assente dalla schedatura del 1990. Perché nel corso del tempo da questi scaffali sono stati portati via (rubati) tanti, tantissimi libri, senza che nessuno ne denunciasse la sparizione. Almeno fino a quando non sono arrivati l'attuale curatore, padre Sandro Marzano, e l'attuale direttore, che spiega: «Quello che accaduto nel passato è stato terribile, e i danni ancora incalcolabili, ma stiamo lavorando anche in questo senso. Tra una settimana, infatti, rientreranno da Londra alcuni preziosi testi che stavano per essere messi all'asta. E non è l'unica bella notizia: tra qualche mese aggiunge in collaborazione con il Museo della Cappella Sansevero, inaugureremo una grande mostra dedicata al principe Raimondo di Sangro, con degli inediti e la ricostruzione del laboratorio alchemico. Un altro modo per aprire i Girolamini alla città». Dottor De Caro, lei è un esperto ed appassionato di libri antichi che sta facendo rinascere il complesso monumentale di via Duomo o un avventuriero «border line» che metterebbe a rischio il patrimonio della biblioteca? «Credo sia sufficiente guardarsi intorno, parlare con padre Sandro Marzano o chi sta lavorando nella biblioteca. Sì, perché in questi mesi abbiamo anche creato dei posti di lavoro. Quelli della cooperativa che si occupa della pulizia meccanica e del trattamento anti-tarli e il gruppo di giovani che si occupa della catalogazione digitale, ragazze che ci sono state segnalate dalla Biblioteca nazionale, perché avevano lavorato bene anche li». Lei ha i titoli per dirigere questo prestigioso istituto? «Mi sono laureato a Siena, ho insegnato Storia e tecnica dell'editoria nei master di specializzazione dell'università di Verona, città dove vivo anche se sono nato a Bari. Sono stato consulente del cardinale Mejia, bibliotecario del Vaticano, ho pubblicato un libro su Galilei, sono stato il direttore della Biblioteca dell'opera del Duomo di Orvieto. E, soprattutto, sono nato tra i libri: mio nonno mi ha lasciato la sua straordinaria collezione di testi antichi. Una passione che ho ereditato geneticamente e che ha riempito tutta la mia vita». E' vero che aveva una libreria antiquaria? «E' vero. Per poter comprare a volte bisogna anche vendere. In passato ho avuto a che fare con il mercato ma poi l'animo da collezionista ha preso il sopravvento. Non sono un bibliofilo ma un bibliomane. Comunque, la libreria la chiusi nel 2004». E questa storia dei cani che scorrazzano liberamente e fanno i loro bisogni in biblioteca? «Il cane è il nostro», risponde padre Sandro con fermezza. «Questa è casa nostra aggiunge non dimentichiamolo. Ed è una casa molto grande (circa un ettaro l'estensione del complesso, ndr) e in una zona a dir poco difficile, dunque abbiamo voluto un cane da guardia. Che come tutti i cani fa i suoi bisogni all'aperto e, in ogni caso, non entra certo nella biblioteca. Dove peraltro, negli ultimi mesi, avrebbe rischiato di avvelenarsi con le sostanze anti-tarme. Se può essere capitato che si sia intrufolato in qualche ambiente a lui vietato, e a me non risulta, è stato solo per la distrazione di qualcuno, comunque un fatto eccezionale». Direttore, mettiamo via il cucciolo e veniamo alle sue relazioni dangereus, è vero che è amico di Dell'Utri? E quali sono esattamente i vostri rapporti? «Sì, è vero. Siamo diventati amici proprio per la passione per i libri antichi. Poi ci lega anche la passione politica». Lei ricopre degli incarichi particolari? «Certo, e non ho alcuna difficoltà a dire nemmeno questo (e mostra una spilletta rossa sulla giacca): sono il segretario generale del gruppo del Buongoverno al Senato. Ma questo che c'entra con i Girolamini?». Me lo dica lei. «L'unico possibile collegamento è l'ex ministro Galan». Nel senso? «Ci conoscemmo attraverso Dell'Utri e, in seguito, il ministro mi nominò suo consigliere particolare, così ho conosciuto la biblioteca nazionale degli Oratoriani annessa al monumento. Poi i padri mi hanno offerto di fare da direttore e siamo arrivati ad oggi». Ma è vero che non fate entrare gli studiosi? «È falso. Sono pochi ma entrano. in media tre a settimana». Qualcuno ha chiesto che il ministero venga a controllare le vostre attività... «Già fatto anche questo. Venerdì 23 marzo è venuta la dottoressa Valitutto, della Direzione generale per le biblioteche, che peraltro ha espresso parole di apprezzamento e stima per tutti». Scusi la scarsa discrezione, ma lei quanto quanti soldi si mette in tasca come direttore? «Niente di niente. L'incarico è a titolo gratuito. Per fortuna ho altri introiti che mi consentono di vivere bene». Due o anche tre giorni a settimana a Napoli, su e giù da Verona, perché lo fa? «Si guardi intorno...» (e indica i i 50mila volumi antichi di quella che si può considerare una delle biblioteche più importanti del mondo, ndr). Dulcis in fundo: quanti volumi torneranno a casa la prossima settimana? «Noi ne avevamo individuati solo 8, ma quando siamo andati a Londra io e padre Sandro (a spese mie ma con volo low cost da 80 euro) e abbiamo mostrato ai responsabili Christie's la fotocopia del nostro catalogo settecentesco, loro sono stati così disponibili e bravi che ne hanno rinvenuti altri 20. Dunque rientreranno ben 28 testi, tra cui un preziosissimo atlante di Tolomeo Magini con postille di Carlo Troia. Tutto a costo zero».
Napoli. Girolamini, torneranno a casa ventotto libri rubati
Il direttore dei Girolamini, Marino Massimo De Caro, risponde alle accuse di inadempienza e di non aver fatto nulla per proteggere la biblioteca. De Caro afferma di avere i titoli per stare al complesso monumentale e di aver avviato un rapporto di collaborazione con il capitano dei carabinieri Carmine Elefante. Ha denunciato la scomparsa di un rarissimo incunabulo del 1486 e ha iniziato a lavorare per recuperare i libri rubati. De Caro spiega che la biblioteca è stata danneggiata nel passato e che i danni sono ancora incalcolabili, ma che sta lavorando per ripararla. Ha anche annunciato la creazione di un nuovo posto di lavoro per un giovane che si occupa della catalogazione digitale.
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