Gli appalti per il restauro degli scavi di Pompei saranno sotto una speciale tutela. Da giovedì, per la prima volta in un grosso bando di appalto europeo, un gruppo di lavoro con rappresentanti di più ministeri affiancherà la Soprintendenza, per arrivare senza intoppi alla conclusione degli interventi non oltre il 2015. Il gruppo sarà formato da un rappresentante di 4 ministeri: Interno (il prefetto Fernando Guida), Beni culturali (il prefetto Fabio Carapezza), Coesione territoriale, Università e Ricerca. A loro, si aggiungeranno un rappresentante dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e uno della Prefettura Gli appalti per il restauro degli scavi archeologici di Pompei saranno sotto una speciale tutela. Da giovedì, per la prima volta in un grosso bando di appalto europeo, un gruppo di lavoro con rappresentanti di più ministeri affiancherà la Soprintendenza di Napoli e Pompei, per arrivare senza intoppi alla conclusione degli interventi non oltre il 2015. Il gruppo sarà formato da un rappresentante di 4 ministeri: Interno (il prefetto Fernando Guida), Beni culturali (il prefetto Fabio Carapezza), Coesione territoriale, Università e Ricerca. A loro, si aggiungeranno un rappresentante dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e uno della Prefettura di Napoli. In ballo, ci sono i 105 milioni di euro che l'Unione europea ha stanziato per Pompei. L'Europa ci guarda e il governo ha deciso di ripetere in parte l'esperimento inaugurato il 12 febbraio scorso per gli appalti dell'Expo 2015 di Milano. Alla Prefettura di Napoli, sarà firmato un protocollo di legalità, non molto diverso da quello firmato a Milano, ma in più verrà nominato il gruppo di lavoro. Due i compiti principali dei rappresentanti ministeriali: consigliare e aiutare la Soprintendenza in tutti i passaggi amministrativi e tecnici degli appalti; prevenire eventuali infiltrazioni camorristiche tra le varie ditte interessate ai lavori. A presiedere il gruppo, sarà il rappresentante del ministero dell'Interno: il prefetto Fernando Guida, già dirigente dell'ufficio istituito al Viminale per prevenire infiltrazioni mafiose negli enti. Al suo attivo, dalla nomina nell'agosto 2011 a prefetto a disposizione triennale del ministero, Guida ha il lavoro di coordinamento nella commissione d'accesso che ha portato allo scioglimento del comune di Ventimiglia. Poi, subito dopo, l'esperienza di commissario perfettizio al comune di Casal di Principe. Ora arriva il nuovo e impegnativo incarico. Cosa dovrà fare realmente il gruppo di lavoro, nell'affiancare funzionari e tecnici della Soprintendenza? Innanzitutto, controllare il valore degli appalti, vigilare sui sub-appalti, verificare i percorsi dei flussi finanziari impiegati per le opere. Alle imprese che si aggiudicheranno i lavori sarà imposta per obbligo la denuncia di tentativi di estorsione, ma anche una clausola che renderà automatico lo scioglimento del contratto in caso di accertamenti successivi di infiltrazioni mafiose. Diventeranno più rigorose e particolari le procedure sulle certificazioni antimafia per ottenere i lavori. «Sì, le cose stanno proprio in questo modo - spiega il segretario generale del ministero dei Beni culturali, Antonia Pasquale Recchia - Non esiste alcun super prefetto, ma un gruppo di lavoro tecnico operativo. Nessuna sostituzione ai compiti della Soprintendenza, ma un rafforzamento della vigilanza sui bandi e sulle procedure». Tutto, dunque, sarà reso operativo da giovedì nella riunione già fissata alla Prefettura di Napoli. Vi parteciperanno tre ministri: Anna Maria Cancellieri (Interno), Lorenzo Ornaghi (Beni culturali), Fabrizio Barca (Coesione territoriale). Con loro, naturalmente, il prefetto Andrea De Martino e la soprintendente Teresa Cinquantaquattro. La firma del protocollo di legalità avrà come conseguenza anche la nascita del gruppo di lavoro per gli appalti di restauro di 5 domus e la messa in sicurezza del terrapieno delle Regiones III e VIII. Nessuna sorpresa per gli interessati: tutto era stato già previsto dal protocollo di legalità per Pompei fumato a gennaio dai ministri Cancellieri e Ornaghi, che confermava un precedente accordo ministeriale de1 2001. E la soprintendente di Napoli e Pompei, Teresa Cinquantaquattro, commenta con serenità l'istituzione del gruppo di lavoro: «Il coinvolgimento di più ministeri non può che essere di supporto e rassicurare la nostra attività. Siamo convinti che, per ottenere garanzie, questa convergenza di intenti sarà molto utile. Non c'è alcuna sostituzione della Soprintendenza». Il modello Il protocollo dell'Expo di Milano Dodici articoli, siglati il 12 febbraio scorso alla Prefettura di Milano. Il protocollo di legalità firmato per l'Expo 2015 è la traccia su cui è stato preparato il documento per Pompei. Già allora fu detto che quell'accordo sarebbe stato utilizzato anche per altri appalti. Controlli antimafia rigorosi, prevenzione nelle interferenze illecite, vigilanza particolare sui sub appalti, tracciabilità dei flussi finanziari, responsabilità delle aziende e trasparenza sulla manodopera impiegata sono i punti principali del protocollo di Milano. La durata, così come sarà anche per Pompei, è limitata alla fine dei lavori. Rispetto a Milano, però, a Pompei sarà istituito anche il gruppo di lavoro inter-ministeriale che affiancherà la Soprintendenza nelle procedure d'appalto.