(s. b.) «VI confesso che ho vissuto questa vicenda con un po' di... insomma, è complicato riqualificare uno spazio pubblico con fondi privati. È il futuro, ma è un lavoro duro, che bisogna imparare». Sospira così l' assessore all' Urbanistica Patrizia Gabellini, parlando di Piazza Minghetti. E a giudicare dalla sua espressione, il percorso è stato difficile davvero. Crucciata, l' assessore si scusa più volte per il suo silenzio degli ultimi giorni, mentre si profilava un nuovo ritardo, e prima di confermarlo traccia una lunga premessa. Iniziando proprio dalla difficoltà a far lavorare a pieno ritmo una «macchina che non avevamo mai collaudato», ovvero la complessa architrave dei soggetti coinvolti: i tre sponsor privati che pagano la riqualificazione, i quattro settori comunali, la Soprintendenza, la direzione lavori, Hera. A questo, spiega, si sono aggiunti una serie di intoppi. «C' è stata la variante sul verde, per andare incontro alle resistenze di una parte della città, che ha vissuto come una scelta dolente quella di togliere le alberature. Poi ci sono state la neve e il ghiaccio che hanno bloccato i lavori per settimane, c' è stata la visita del presidente Napolitano, e altri cantieri in contemporanea». La nuova data per l' inaugurazione è fissata per giugno. «Ora, la coop Ansaloni offrirà due magnolie, mentre le siepi di bosso rinascimentale saranno sostituite con cespugli di varie specie. Niente da fare invece per i pruni, quelli non torneranno, e la facciata del Mengoni sarà scoperta». Per rendere visibile la sede della Carisbo, che paga il restauro? «Non lo so glissa lei - ma comunque quello è un bellissimo palazzo». L' assessore tecnico che più di una volta ha lamentato l' immobilismo di Bologna resta comunque a disagio con i tanti restyling al palo. Si trincera dietro il bilancio non approvato, che impedisce di spendere un euro, ma vacilla quando le si fa notare che, ad esempio, per il cortile di palazzo d' Accursio c' è una variante che consentirebbe di usare fondi 2011. «Farò un' ulteriore verifica - risponde lei - forse gli uffici sono stati troppo cauti. Verificherò se il bilancio è un impedimento o se possiamo partire». Abbozza su Piazza Verdi: «Non so se sia stato già fatto il bando, devo verificare con gli uffici». E pecca d' onestà sul giardino di via Fossolo, non ancora terminato e già preda del degrado: «La situazione è forse peggiore di quella descritta». Alla fine non nasconde la fatica di chi non è abituato ai riflettori, e tornando su Piazza Minghetti incrocia le dita, con un pizzico di timore: «Dovete capire che quando si prende in carico un' opera pubblica, il percorso è complicato. Prima dell' inaugurazione ci sarà il collaudo per la sicurezza, che è un passaggio delicato. Mi auguro non ci siano ulteriori problemi».