Una casbah malsana dove si muore di tumore Rifiuti, inquinamento e aziende artigiane che hanno chiuso i battenti Cos'è la cultura? Occuparsi di mostre, concerti d'organo, premi letterari, o anche occuparsi, intensamente, di com'è disegnato il paesaggio, di come tuteliamo l'ambiente, tra Viareggio e Forte , in quella fascia mirabile che è la Versilia, oggi aggredita dalla speculazione edilizia, dalle acque marine che invadono l'entroterra sotterraneo, dai morbi mortali, sicché siamo primi in Toscana per mortalità di tumori? Cultura è e dovrebbe essere discutere e progettare i Piani Regolatori. Cultura è vivere e purtroppo oggi viviamo male non tanto e non solo perché vi è degrado nelle parti specchiate di Viareggio; ma viviamo nell'inferno della casbah appena si mette il naso oltre la statale Aurelia, nelle località che si chiamano Bicchio o Varignano o Terminetto, dove, in una totale confusione e lascito, sgomitano affiancati rom e sinti, cavalli e pecore, vivaisti e cacciatori, artigiani poveri e divi della musica lirica, pescatori e ricercati, in un guazzabuglio di pozzanghere, canali maleodoranti, discariche a cieli aperto, fosse comuni, campetti d'insalatina in zolle concentrate di bromuri, nitrati, liquami azotati, pesticidi. A due passi dalla casa di cura e salute delle "Barbantine", pensa un po'.Leggiamo spesso sui giornali, il Tirreno tra i primi, per la solerte attenzione di Donatella Francesconi, le accuse e le proteste di gruppi quali "Salvare Viareggio" che puntualmente denuncia alle autorità comunali, al Parco, alla Provincia, il dissennato e criminale "laissez-faire" dell'entroterra. Ma una cosa sono le carte. Una cosa è immergersi nel padule dove in tanti e tanti anni di menefreghismo e colpevoli scelte urbanistiche ed edilizie la situazione s'è infettata fino a farsi esplosiva. Assieme all'ingegner Antonio Dalle Mura, responsabile di Italia Nostra, accompagnati dal reporter Graziano Musetti, andiamo dunque lungo i fossi (Trogola, Matelli, alle cave di Salame, fino al Massaciuccoli). Lasciamo alle spalle la superstrada e "Le Carbonaie" ci aspettano gli animatori di "Salviamo Viareggio", Gianni Pantani e Alessandro Nasini. Siamo a un centinaio di metri dalle ultime case, poco distanti dall'impianto-bufala di Cotone (bufala perché non vi è uno straccio di industria e si continuano a costruire capannoni su capannoni. Per chi? Per cosa?). Cosa sta capitando? Che attorno ai terreni Cordoni, tra il fosso Matelli ed il lago, a ridosso di una piccola zona artigiana in baracche vecchie e fatiscenti occupate da artigiani (molte sono in vendita), il pattume privato assedia i campi, pattume pericoloso, pezzi d'eternit ed amianto a volontà. Ma poco distanti pascolano le pecore. Si può mangiare il pecorino locale? Andando un po' oltre, dove l'ex assessore Riccardo Pagliarani voleva mettere il nuovo cimitero (ne restano poche vestigia dell'ingresso) la ditta Felice Bicicchi ha avuto l'appalto per trasferire la vecchia discarica proprio dentro l'area che fu cimiteriale. È un andare e venire di camion stracarichi di immondizia. S'alzano giganteschi polveroni. Coloro che vi lavorano sono tutelati? A pochi metri vi sono i terreni Pardini: coltivano granturco. È inutile dire come la falda d'acqua sia compromessa. L'ha anche più volte protestato Fortunato Angelini, del Consorzio Bonifica. Ma dove sono i magistrati?Costeggiando il lago, lì dove Puccini tirava alle folaghe e ai colombacci, prima di arrivare al "gran teatro" può capitare di sentisi nel Kerala: vi sono campi nomadi provvisori e improvvisati. Cucinano lungo la strada, i figlioletti, tanti, scorrazzano nelle pozze malsane, le donne a quale acqua attingono? E alle loro spalle vi è un campeggio e la discarica Del Pistoia a fianco dei canottieri Berchielli, una promiscuità selvaggia: iniziative sportive e furti, gente che va al teatro e gente che, è storia, scompare nelle dense fetide acque. A pochi metri c'è il villaggio Pozzo, cioè la gente vi abita tranquillamente, e altrattanto tranquilla la Sea ha un punto di raccolta umidi, una miscela di iniziative contrastanti. Calcutta è mai così vicina. Poi c'è il problema delle serre, tante, efficienti, problematiche. Le serre, di proprietà delle famiglie Maffucci, Biagiotti, Magnani, Nomellini, invadono ettari ed ettari di territorio agricolo. Nulla da dire. Ma esistono le norme: le serre dovrebbero essere temporanee (3 anni), avere dei bruciatori coi filtri, evitare certi concimi. Ma quando nel 2009, due esperti, i geologi Alessandro Buscemi e Roberto Balastri, si sono messi ad analizzare l'acqua dei pozzi nella campagna viareggina, hanno riscontrato una presenza "sopra i limiti di legge" di sostanze tossiche, bromuri e pesticidi vari, mentre per quanto riguarda l'azoto, dice larchitetto Angelo Fornaciari, che fu consigliere dei "verdi", nel romantico lago vi è un cuscinetto che rende malleabili i fondali (già penetrati d'acqua di mare). Siccome vicino alle serre della Tenuta Borbone, ricoperte da bei teloni di plastica verde, c'è anche una scuola elementare certi giorni i bambini sentono nell'aria un profumato odore di caramello. L'episodio è stato segnalato. L'odore tornerà? Ora i fiori sono una componente importante dell'economia versiliese. Pomposamente anni fa si costruì anche un nuovo mercato. Oggi ne rimane lo scheletro a ridosso dell'abitato di Bicchio. Il comune lo usa per abbandonarvi cassonetti, vecchie panchine, una barca, tanto sudiciume. Chi metterà le mani nella floro-vivaistica? Purtroppo, come per i cantieri navali, tutto viene lasciato alla congiuntura e così, percorrendo queste vecchie sgangherate strade (la via del Fosso Guidario) del pre-padule, ci s'imbatte in tante aziende dismesse: la Metalmeccanica, la "SZ"; i capannoni stanno lì a dire quanto la vocazione industriale di Viareggio non abbia mai cercato un futuro.Ed allora perché riempire di nuovi capannoni la zona del Cotone? In uno già vi si gioca a tennis, in un altro vi sono supermercati e botteghe commerciali. La legge Bersani consente la trasformazione d'uso se nel fabbricato vi è un ampio parcheggio. La zona a vocazione industriale diventerà presto una zona di botteghe. Come la ex Salov. Ed intanto chiudono centinaia di esercizi. Una strenua battaglia i cittadini di "Salvare Viareggio" la stanno poi combattendo contro il Cogeneratore a bio masse che proprio qui in un hangar di Cotone dovrebbe bruciare tonnellate di legnetti di pino e di olivo restituendo elettricità e calore (alle indusatrie? alle serre?). Ebbene, a parte che nessuno ancora spiega che cosa ne farebbero delle ceneri, dice l'ing. Dalle Mura: «I costi del Cogeneratore gravano sui viareggini. E i benefici a chi andrebbero?». Mi rammento che quando ero ragazzo lì nei pressi s'andava a far merenda a "La Morina". Vi sono ancora vecchie foto Vespignani di cos'era la località. Adesso lì al fosso Quindici dove c'erano i terreni Luporini, i rimasugli d'una diffusa inciviltà s'alternano a sacchettifici di cementi e malte. Chiunque fa il proprio comodo. La cultura è sconfitta, un'altra penosa sconfitta che riguarda anche il promettente Parco (adesso diretto dall'ex assessore Manfredi) alla cui giurisdizione appartengono molte nefandezze che ho cercato di raccontare.
Il Tirreno
1 Aprile 2012
Viareggio sud: una bomba ecologica a due passi dalle case e dai campi
AD
Adolfo Lippi
Il Tirreno
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Bene culturale
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