Arte del 500 sotto lo sporco di un muro dell'edificio che ospita l'Istituto Lombardo Accademia di scienze e lettere Milano città d'arte. Dove il restauro di un'antica facciata crea l'occasione per scoperte sorprendenti. Siamo a Palazzo Landriani, via Borgonuovo 25, al confine con l'Orto Botanico e il complesso di Brera. L'edificio, proprietà comunale, ha origini tardo rinascimentali ed è attribuito al progettista Cesare Cesariano, scuola bramantesca. Il tempo scorre, i gusti cambiano, le architetture si trasformano. Ma a Palazzo Landriani, rimaneggiato più volte, restano tratti originali del XVI secolo: il cortile, il portale visibile da via Fiori Chiari, la parte sinistra della facciata con finestre in cotto. Qui la storia si fa molto interessante. Il prospetto è in fase di restauro: sennonché, in corso d'opera, proprio nella porzione cinquecentesca tornano alla luce frammenti di affreschi. «Putti e tracce di grottesche in monocromo rossastro. Una decorazione Ricchezze All'interno del palazzo sopravvivono altre pitture a fresco che in origine doveva coprire l'intero fronte racconta lo scopritore, il restauratore Eros Zanotti, al lavoro con la direzione di Maurizio Fagnani del Demanio comunale Le figure erano scomparse sotto lo sporco. Ora tornano a vedersi, all'interno in una restituzione complessiva e armoniosa dell'insieme». Testimoniando che l'uso di facciate dipinte non era monopolio di Venezia e Genova. Ma questo è un assaggio. Perché all'interno dell'edificio sopravvivono altre pitture a fresco e testimonianze storiche, affidate ad un custode eccellente: l'Istituto Lombardo Accademia di scienze e lettere, che ha sede qui in comodato d'uso dal 1959. «Ci ha istituiti Napoleone nel 1797 durante la Repubblica Cisalpina racconta Adele Robbiati Bianchi, cancelliere dell'ente per promuovere progresso e innovazione tecnologica attraverso premi e ricerche». Tanto per dire, tra i presidenti c'è stato Alessandro Manzoni, mentre tra gli accademici si contano Cattaneo, Carducci, Schiaparelli, Einstein, Montale, Rubbia e altri pezzi da novanta. La sala di lettura della biblioteca (450 mila volumi dal '400 ad oggi, più fotografie, illustrazioni e documenti d'archivio) è un ambiente che trasuda storia, la volta affrescata con una ricca decorazione cinquecentesca a grottesche, tondi e lunette di scuola luinesca: si può entrare da lunedì a venerdì, ore 9.30-15. Al piano nobile altri spazi ricchi di dipinti e cimeli, come la Sala Alessandro Volta con gli esemplari originali delle invenzioni voltiane. L'occasione per salire? Quando si allestiscono mostre aperte al pubblico. La prossima, dedicata alla rivista dei primi '900 «L'Eroica», è in calendario dal 31 maggio.