Il Comune accelera sulla dismissione dell'Arsenale - che ha già richiesto al tavolo del federalismo demaniale sui beni culturali, l'unico che proceda - e il sindaco Giorgio Orsoni ha chiesto un incontro al direttore regionale dei Beni Culturali del Veneto Ugo Soragni proprio per sbloccare la situazione. Ca' Farsetti ha già presentato al tavolo dove siedono Beni Culturali e Demanio tutti i piani di valorizzazione per l'Arsenale Nord, ma anche per Palazzo Ducale, Celestia e Sant'Andrea, per ottenerli in proprietà, oltre a quelli per l'Isola della Certosa e l'ex Caserma Pepe del Lido. Per quanto riguarda l'Arsenale, il progetto è quello di entrare in possesso delle Tese di San Cristoforo, Tese delle Nappe e delle Galeazze per trasferirci la Fondazione musei civici, Fiere e attività espositive. Dovrebbero passare di mano anche le Tese di recente restaurate dal Magistrato alle Acque (98, 99 e 100) sempre per usi culturali, la Torre di Porta Nuova e la Tesa 105, nuova porta di accesso dell'Arsenale. Sullo sfondo anche le richieste per gli spazi di Palazzo Ducale, la Celestia e l'ex caserma Sanguineti. Per il passaggio di Palazzo Ducale - che il Comune già «usa» in buona parte, in base alla convenzione stipulata oltre mezzo secolo fa con lo Stato e che il sindaco Giorgio Orsoni vorrebbe fortemente ritornasse alla città - c'è il nodo della permanenza degli uffici della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia, che non possono ovviamente essere sfrattati. Si sperava di chiudere il tavolo a fine dicembre scorso, ma in realtà i tempi sono slittati, mentre altre città - come ad esempio Verona - hanno già raggiunto con Beni Culturali e Demanio l'accordo per il passaggio di proprietà di immobili dallo Stato al Comune. Di qui l'iniziativa di Orsoni.