Un odg salva-siti impegna Palazzo Chigi Centinaia di chiese abbandonate, dalle Alpi alla Sicilia. Un patrimonio secolare di storia e fede consegnato all'oblio mistico e alle gang di predoni di tesori d'arte. Non sono i templi tutelati dal Fondo edifici di culto, cui la mano del Viminale assicura quei maquillage indispensabili a resistere agli attacchi del tempo, tagli permettendo. Ma si tratta della sterminata massa di chiese di proprietà delle diocesi italiane. A cui servirebbe una manovra finanziaria per un restauro che le restituisse all'antico splendore. Per evitare lo scempio sacrilego, lo scorso dicembre la Camera ha approvato un ordine del giorno, che impegna il governo «a prevedere particolari prescrizioni nell'ambito della pianificazione relativa alle dismissioni di quote del patrimonio pubblico, per i beni che siano stati luoghi di culto - si legge nell'atto -; ad introdurre con assoluta urgenza disposizioni specifiche a tutela dei luoghi di culto abbandonati, avviando con la Santa Sede opportune consultazioni perla definizione di regole nazionali per il recupero o il riuso; a prevedere che le Soprintendenze pianifichino gli opportuni sopralluoghi, anche avvalendosi degli studi e dell'aiuto dei gruppi volontari già esistenti, al fine di mettere in sicurezza le opere d'arte o i reperti di valore storico ancora presenti nei luoghi di culto abbandonati, qualora essi non presentino le adeguate misure di sicurezza o qualora i beni artistici da recuperare siano di rilevanza da consigliarne l'esposizione al pubblico". Il documento è vergato dai deputati Pdl Garagnani (primo firmatario), Marinello, Pagano, Paroli, Romele. E considera che «nell'ambito della dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, uno dei provvedimenti del decreto Salva-Italia, «particolari tutele sono previste per gli immobili pubblici con valenza storico-artistica e architettonica; in tale ambito preme segnalare l'esistenza di numerosissimi luoghi di culto abbandonati, alcuni di proprietà pubblica o di privati, ma la gran parte appartenente alla Chiesa, nelle sue diverse articolazioni territoriali". Si cita il caso della città di Napoli, dove i «luoghi un tempo di culto" sono «250 (su 430 presenti)", divenuti «inaccessibili". E inoltre «ancora peggiore è la situazione delle piccole chiese sparse nelle campagne italiane, oggetto di una sistematica spoliazione che riguarda altari e teche, ma anche pavimenti, mattonelle, tegole e travi". Tra le chiese sconsacrate, il destino farebbe raggelare più di un'anima pia. Messe in vendita «sia ad uso abitativo sia ad uso commerciale.. «A Firenze - si esemplifica - con 780mila euro è in vendita una chiesa di 170 mq nella zona Gareggi; a Olevano Sul Tusciano, in provincia di Salerno, si può acquistare per 90mila euro una chiesa del 1300". Mentre «a Lucca c'è in progetto di trasformare un ex luogo di culto in una villa a due piani con tanto di mansarda e piscina". Prima che finisca nelle mani di qualche magnate straniero, si attende (ancora) qualche segnale dal governo.