Duomo, Uffizi e centro storico: sotto gli occhi dei vigili urbani gli affari d'oro (esentasse) di ambulanti e mendicanti Una settimana a Pasqua, e già il centro storico di Firenze pullula di ambulanti abusivi. Da Ponte Vecchio alla "roccaforte" di San Lorenzo, dal Duomo agli Uffizi. In tempi di crisi nera per i commercianti regolari, alle prese con tasse e affitti alle stelle, senegalesi e donne cinesi - i primi con borsoni pieni di merce contraffatta, le seconde con foulard e scialli - si apprestano ancora una volta a fare affari d'oro. Esentasse, e talvolta sotto gli occhi dei vigili urbani, i quali la scorsa settimana hanno dimostrato di usare maggior zelo verso un gruppetto di bambini svedesi intenti a suonare il violino che non contro chi smercia oggetti contraffatti o bivacca sulle gradinate delle chiese. Ieri San Lorenzo, Ponte Vecchio e le vie limitrofe erano piene di abusivi che a volte aspettano un cenno d'interesse dei turisti, quando non li rincorrono letteralmente per vendere i propri articoli. E il Comune che fa? Combatte la sua «guerra», certo, anche se a giudicare dall'eterna querelle in San Lorenzo sembra che il nemico siano gli ambulanti regolari. Tra aumento della Cosap e multe per "sforamenti" di pochi centimetri, essere in regola a Firenze significa spesso essere più vulnerabili. Più identificabili. Più sanzionabili. «A questi ritmi non ce la facciamo più, tra tasse e carovita» conferma un ambulante di San Lorenzo, tirando fuori il quaderno dove segna l'incasso della giornata. «Che il tempo delle vacche grasse fosse finito, lo sapevamo. Ma che addirittura siano l'amministrazione o la concorrenza sleale a penalizzarci... A quelli però nessuno fa nulla: perché dobbiamo rimetterci noi che paghiamo le tasse? Se qui rischiamo di chiudere bottega è anche colpa di un'amministrazione che non è stata capace di tutelarci contro l'abusivismo dilagante. Ogni giorno dobbiamo lottare contro i "tappetini" che ci portano via clienti. Così ci spingono tutti verso l'illegalità: quando non riusciremo più a far quadrare i conti - conclude l'ambulante - venderemo anche noi orologi, borse e occhiali da sole contraffatti. Io stesso sono prontissimo a farlo». Una nota dei vigili urbani racconta di un servizio antiabusivismo in zona centro e al piazzale Michelangelo, aree «con presenza di numerosi venditori». Così come di un controllo bivacchi alla stazione in via di Rifredi e nei sottopassi cittadini, nonché «nelle zone maggiormente frequentate, con rilievo di numerose violazioni». Ma non sono che poche gocce in un oceano di illegalità diffusa. Lo dimostra il castrum: borse griffate, poster di ogni tipo, bracciali colorati. E ancora orologi copiati, statuine e occhiali di plastica che, puntuali, svernano sotto il sole e sotto l'occhio "distratto" dei vigili urbani. E un autentico bazar dei tarocchi, quello che anche ieri ha invaso il centro: per i protagonisti che alimentano il mercato dell'abusivismo commerciale la parola d'ordine non è «scappare» ma semplicemente «spostarsi». Cambiare posizione, insomma, individuando, di volta in volta, il punto migliore per fare affari senza essere disturbati dalla polizia municipale, che si limita a passeggiare e a intimorire con la propria presenza gli ambulanti irregolari, pronti all'ennesima fuga coatta. L'eterno gioco tra "guardie e ladri" anima ormai da anni il centro. Ora Pasqua è vicina: altro giro, altra corsa.