A Villa La Massa Bini Smaghi, Violante, Pammolli, Flick. «Dopo i tagli, ora investiamo per la crescita» Dalla Cernobbio sull'Arno un documento al governo perché cambi prospettiva L'appello. Asproni: «Deve diventare fattore di sviluppo, come in altri Paesi» Investire nella cultura è più redditizio che farlo nelle costruzioni o nell'agricoltura. A dispetto di chi ha affermato, nel recente passato, che «con la cultura non si mangia», un euro investito in cultura ne dà 7 in ritorno. «Un moltiplicatore molto rilevante», afferma Patrizia Asproni, presidente della «Fondazione Industria e Cultura» che ieri a Villa La Massa ha dato vita a un forum sulla gestione economica del patrimonio culturale. Per questa vera e propria «Cernobbio» dei beni culturali a porte rigorosamente chiuse una lista di invitati di spicco come il presidente della Fondazione Palazzo Strozzi ed ex Bce Lorenzo Bini Smaghi, l'ex presidente della Camera Luciano Violante, la presidente del Fai Ilaria Borletti Buitoni. E ancora, fra gli altri, il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna ed ex rettore Fabio Roversi Monaco, il responsabile grandi mostre in seno al comitato di esperti per l'Expo 2015 Pietro Petraroia, il direttore dell'Imt di Lucca Fabio Pammolli, il presidente della commissione beni culturali dell'Acri Luciano Barsotti la presidente dell'associazione Amici degli Uffizi Maria Vittoria Colonna Rimbotti, il direttore artistico del Miart Franck Boehm. Al centro dei lavori di ieri, un piano strategico da presentare presto al governo nel suo insieme, e non solo al ministero dei Beni Culturali. «Vogliamo che da ora in poi ci sia un'azione sinergica spiega Asproni perché la cultura è un problema di policy governativa: così come negli altri Paesi stanno investendo sulla cultura, in questo momento, come fattore di crescita, noi vogliamo che il governo investa sulla cultura come fattore di crescita. Dopo i tagli, che continueranno speriamo in maniera più ragionata, noi proponiamo uno strumento per la crescita». Il piano strategico, appunto: che sarà scritto secondo gli input emersi nel corso del forum, sui quali i partecipanti mantengono ancora una totale riservatezza, e che avrà come carattere distintivo l'operatività: «Noi proponiamo soluzioni», ribadisce Asproni. Di strada da fare ce n'è ancora: basti pensare che non è stato possibile stimare, nella giornata di lavoro, nemmeno l'esatta incidenza dell'economia della cultura nel Pil dell'Italia. «Mancano dati uniformi e ragionati, sono sparsi e diversificati», ha ammesso la presidente della Fondazione, secondo cui una rilevazione più esatta è fra le priorità da affrontate per avere una visione più chiara degli interventi da operare.
La cultura moltiplica gli euro per 7
A Villa La Massa Bini Smaghi, è stato tenuto un forum sulla gestione economica del patrimonio culturale. La Fondazione Industria e Cultura ha lanciato un appello al governo per cambiare prospettiva e investire nella cultura come fattore di crescita. Patrizia Asproni, presidente della Fondazione, ha affermato che un euro investito nella cultura ne dà 7 in ritorno, con un moltiplicatore molto rilevante. Il forum ha visto la partecipazione di invitati di spicco, tra cui Lorenzo Bini Smaghi, Luciano Violante, Ilaria Borletti Buitoni e Giovanni Maria Flick.
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