Grilli dice sì e Ornaghi ripartisce 12,5 milioni per Biennale, Reggio, festival e musei Dopo anni di polemiche e rivendicazioni contro i tagli alla cultura, le risorse non solo non calano ma aumentano un po'. I finanziamenti per gli enti, le associazioni e in generale le fondazioni che fanno cultura in Italia per quest'anno arrivano infatti a 12,5 milioni di euro, 500 mila euro in più rispetto a quanto concesso nel 2011. A dare la lieta notizia in parlamento è il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, che si è così conquistato le simpatie un po' di tutti, a partire dagli onorevoli pidiellini che invano avevano protestato per le forbici del governo Berlusconi. Proteste che inutilmente il ministro della cultura, Sandro Bondi, aveva rappresentato in consiglio dei ministri, arrivando più volte a minacciare le dimissioni. La crisi è crisi, era stata la risposta ripetuta dal ministro dell'economia, Giulio Tremonti, tutti devono pagare senza eccezioni. I fondi in più sono stati autorizzati dal vice-ministro dell'economia Vittorio Grilli, che al ministero era direttore generale con Tremonti, per conto del ministro, e premier, Mario Monti. Un'inversione di tendenza, quella dei finanziamenti, che è stata molta apprezzata in parlamento dopo la riduzione dei contributi pari rispettivamente all'11,07 per il 2010, la prima manovra lacrime e sangue del governo Berlusconi IV, e al 0,97 nel 2011. Il tesoretto per la cultura, appena arrivato a Palazzo del Collegio Romano, è stato ripartito da Ornaghi già a marzo. Il precedente, per gli stanziamenti 2011, era arrivato tra camera e senato per i pareri a fine ottobre, praticamente a giochi, anche di bilancio per gli enti, già chiusi. Ma il ministro in verità non ha dovuto fare molta fatica: Ornaghi ha assegnato le stesse cifre del 2011 incrementate in proporzione ai 500 mila euro in più. Ma quali sono gli enti? Tranne la quota attribuita per convegni, pubblicazione e traduzioni, che sarà decisa dopo selezioni e premi, i fondi vanno sempre alle stesse associazioni o fondazioni. «L'elenco degli enti è fissato per legge», spiega Guido Possa, presidente della commissione cultura del senato, «nonostante esistano numerose istituzioni e iniziative di grande rilievo culturale, questi non appaiono nell'elenco dei destinatari, e la norma primaria non consente di modificarli in questa sede». La fetta più grossa, 5,3 milioni di euro, vanno alla Biennale di Venezia, la Triennale di Milano prende 940 mila, l'Esposizione quadriennale d'arte di Roma 376 mila. E poi il Festival dei due mondi, con 747 mila euro, ma anche la fondazione Rossini opera festival, con 862 mila euro. Non mancano il Reggio di Parma, il Festival Pucciniano, il Museo del cinema Maria Adriana Prolo. Il contributo al Fondo ambiente italiano arriva a 123 mila euro, a meno di 100 mila l'associazione Italia nostra. «Certo, ci sono altre iniziative da prendere in considerazione», dice Possa, «speriamo che nonostante la congiuntura il governo possa farlo».