Grandi navi a Fusina? L'idea di Antonio Foscari, in pratica il terminal per le grandi navi da crociera a Fusina con passaggio obbligato da Malamocco sia in entrata che in uscita non può piacere all'autorità portuale e tanto meno alle società che organizzano i viaggi. Venezia non sarebbe vista neppure da lontano (l'inchino sarebbe impossibile) e lo sviluppo economico di Marghera-Mestre, il cuore della proposta, sarebbe assai problematico e tutto da programmare. A me sostanzialmente la proposta piace, come tutte quelle che implicano l'interdizione delle grandi navi in Bacino. Giustamente Foscari sottolinea l'assoluta inaccettabilità dell'attuale situazione da cui occorre uscire al più presto con un drastico divieto senza alternative, senza riserve e senza rinvii. A questo punto che il terminal sia a Fusina, a Marghera, a Chioggia o altrove, dal mio punto di vista, assume scarsa importanza. L'essenziale è liberarsi di questi mostri che producono enorme moto ondoso, rendono l'aria irrespirabile e fanno eccessivo rumore, tra l'altro con rischio ineliminabile di incidenti tipo Giglio. Secondo me, continuando a fare proposte o ad articolare progetti alternativi si fa il gioco di chi intende lasciare le cose come stanno. Non a caso i Ministri dell'ambiente e delle infrastrutture dopo avere annunciato un decreto urgente di divieto hanno fatto prontamente macchina indietro, piegandosi ai voleri dei poteri forti. Nella stessa direzione si muovono tutti coloro che invitano a fare studi e progetti in Laguna, in particolare sul dove e sul come impiantare un terminal al posto dell'attuale Stazione Marittima. Ormai non li conto neanche più. Tra canali nuovi, seminuovi o da rettificare, porti lagunari o in mare aperto, ogni idea, ogni proposta può essere validamente contrastata, e intanto il traffico dei giganti del mare va avanti imperterrito. Si può ben dire che ogni invito a studiare, ad approfondire è un invito a nozze per chi intende lasciare le cose inalterate. Come si diceva nell'immortale Gattopardo, tutto può o deve cambiare perché tutto resti come prima. Qui la massima può essere addirittura perfezionata nel senso che ogni studio, ogni invito ad approfondire può servire ed essere utilizzato per garantire la permanenza dell'attuale stato di cose, decisamente il peggiore per la città, un'offesa grave all'ambiente, un rischio quotidiano di eccezionale portata .Ma forse, e qui raccolgo un'altra idea di Foscari, è la città che deve reagire, muoversi. Molti politici dicono che i veneziani, in fm dei conti, non sono contrari al traffico delle grandi navi. Può anche darsi. L'indotto economico è notevole e, specie in tempi di crisi, è difficile rinunciarvi. Ma c'è anche un'altra città che intende conservare l'ambiente e difendere il panorama e le tradizioni culturali. Un'altra città che vive l'attuale situazione come una vera e propria violenza al suo modo di essere. Forse è il caso di consultare la popolazione per accertarne la volontà, per verificarne le scelte. Sarebbe anche un modo per l'Amministrazio-ne di condividerne odi subirne le determinazioni. E anche il modo più diretto e democratico per superare le ambiguità di oggi. consigliere comunale Udc
VENEZIA - Grandi navi, finiamola con le proposte e i progetti ora consultiamo i cittadini
Antonio Foscari propone di costruire un terminal per le grandi navi da crociera a Fusina, ma l'autorità portuale e le società che organizzano i viaggi si oppongono. La proposta è vista come un'offesa all'ambiente e un rischio per la città. Foscari sostiene che il divieto delle grandi navi è necessario e che il luogo non è secondario. I Ministri dell'ambiente e delle infrastrutture hanno fatto prontamente macchina indietro dopo aver annunciato un decreto urgente di divieto. Foscari critica coloro che continuano a fare proposte o ad articolare progetti alternativi, considerandoli come coloro che intendono lasciare le cose come stanno.
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