Nel 2014 a Pisa aprirà il Museo delle navi romane, lo ha confermato il direttore degli scavi di San Rossore, Andrea Camilli, spiegando come saranno spesi i 4 milioni di euro recentemente stanziati dal ministero dei Beni culturali. Il Museo si estenderà su un'area di 5.000 metri quadrati e al suo interno troverà spazio la trentina di navi di epoca romana scoperte nel 1998 durante gli scavi per la costruzione di uno snodo ferroviario presso la stazione di Pisa S. Rossore. Si tratterà comunque, e questo la dice lunga su come vanno le cose nel paese più importante al mondo per quanto riguarda i beni culturali, del primo museo finanziato dallo Stato che nasce negli ultimi 40 anni. «Due milioni - ha detto Camilli - serviranno per il cantiere archeologico e per continuare i lavori di scavo e di restauro, mentre gli altri due saranno impiegati per il completamento del museo degli Arsenali. Entro la prossima settimana si procederà alla gara per scegliere l'impresa che dovrà realizzare il museo, che avrà una superficie coperta di oltre 5 mila metri quadrati. Oltre alle navi, circa 30 ma di cui 9 recuperate e in fase di restauro, vi saranno esposti anche moltissimi reperti risalenti, insieme ai relitti, al periodo compreso tra il II secolo avanti Cristo e il VII dopo Cristo». Camilli ha anche annunciato un finanziamento di 160 mila euro della Provincia di Pisa per la pavimentazione degli Arsenali, un accesso per i non vedenti e la messa in rete del museo: entro novembre infatti sarà creato un sito Internet con schede e immagini dei reperti fin qui rinvenuti e sarà anche riaperto alle visite il sito archeologico. 1l Museo delle navi antiche di Pisa si annuncia quindi come un gioiello assoluto all'interno della già ricchissima dotazione italiana. E i suoi frutti, chiaramente, lì darà anche in termini di flussi turistici. La scoperta di S. Rossore del 1998 si rivelò di lì a poco di grandissima importanza, molto più di quanto si fosse pensato in un primo momento. Quel luogo, si capi, costituiva il punto di confluenza di un canale della centuriazione pisana con il corso del fiume Serchio, dove, a ragione di varie e devastanti alluvioni (forse sette, dal II secolo a.C. al VII secolo d.C.), affondarono una trentina di imbarcazioni. Si trattava di navi da trasporto e barche fluviali e, ciò che più importa, sono risultate essere in stato di perfetta conservazione, grazie alla particolare situazione di completa mancanza di ossigeno e la presenza di falde sotterranee. In questo modo si sono potuti recuperare migliaia di oggetti e una grande quantità di materiali solitamente deperibili, come legno, cordami, cesterie, attrezzi da pesca e utensili. Si è anche recuperata buona parte del carico di queste navi contenuto in anfore e vasi. Gli studiosi hanno pure potuto risalire all'origine di quelle imbarcazioni: Campania, Adriatico, Gallia. Data l'eccezionalità della scoperta qualcuno si è spinto a parlare di una «Pompei del mare». Il Museo delle navi è in progetto presso la zona di Terzanaia, dove si trovavano un tempo gli arsenali cittadini. Non si tratterà, come semplicisticamente è stato scritto, di un contenitore di «navi romane». Solo in parte, infatti i reperti sono di epoca Romana e vanno da un periodo ellenistico ad uno altomedioevale. E tra loro ci sono anche reperti che risalgono addirittura all'Vlll secolo a.C.
PISA - Navi romane, museo pronto fra due anni
Il Museo delle navi romane di Pisa sarà inaugurato nel 2014. Il museo si estenderà su un'area di 5.000 metri quadrati e ospiterà 30 navi romane, tra cui 9 recuperate e in fase di restauro. I lavori di scavo e restauro richiederanno 2 milioni di euro, mentre gli altri 2 milioni saranno impiegati per il completamento del museo degli Arsenali. La Provincia di Pisa ha finanziato 160.000 euro per la pavimentazione degli Arsenali e l'accesso per i non vedenti. Il museo sarà aperto alle visite entro novembre e sarà anche riaperto al sito archeologico. La scoperta di S.
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