I primi bandi partiranno ad aprile» rivelò in anteprima al Sole 24Ore il segretario generale del Mibac Antonia Pasqua Recchia lo scorso febbraio riferendosi al Grande progetto Pompei, per il restauro e la conservazione dell'area archeologica più famosa al mondo. Adesso c'è anche la data: la pubblicazione del primo avviso pubblico di gara avrà luogo giovedì 5 aprile, con tanto di cerimonia ufficiale a Napoli, ministri compresi. Bruxelles ha fatto la sua parte: ieri la Commissione europea ha approvato il piano complessivo da 105 milioni tra fondi Fesr e nazionali cui gli interventi pubblicati la prossima settimana dovranno attingere. «Abbiamo dato la nostra approvazione a questa importante opera di restauro non solo nell'interesse dell'Italia, ma dell'intero patrimonio storico europeo», dice il commissario Ue alle politiche regionali Johannes Hahn. A 17 mesi dal crollo della Casa dei Gladiatori si entra nel vivo: il bando iniziale interesserà il restauro di cinque domus per le quali è prevista anche l'installazione delle coperture di protezione. Successivamente partirà la gara d'appalto per la messa in sicurezza e la riduzione del rischio idrogeologico del terrapieno delle "Regiones" III e VIII (quelle vicino a via dell'Abbondanza, dove ci sono stati i crolli del 2010). Entro l'estate saranno aperti i bandi per le "Regiones" maggiormente a rischio: verranno effettuati lavori di consolidamento strutturale, protezione degli affreschi, recupero dei mosaici e delle singole tessere. Le sei "Regiones" rimanenti, invece, saranno oggetto di bandi da avviare entro il 31 dicembre 2012, per cui i lavori inizieranno solo l'anno successivo. Il grande progetto Pompei vale complessivi 105 milioni e si articola in cinque piani: rilievi e diagnostica; consolidamento delle opere; accoglienza e servizi ai visitatori; sicurezza; struttura organizzativa della soprintendenza. Non è difficile comprendere che il piano delle opere è il cuore del Grande progetto Pompei con interventi per 48 milioni a progettualità avanzata e per 37 milioni da progettare. Altra partita fondamentale su cui il Mibac risulta molto impegnato riguarda il coinvolgimento di sponsor privati. In particolare si segnala la partnership che lega l'Unione industriali di Napoli presieduta da Paolo Graziano e il consorzio pubblico privato francese attivo in ambito edile Epadesa che insieme intendono sviluppare un'offerta di servizi che arricchisca l'esperienza di fruizione del "sistema Pompei" in maniera da accrescere spesa e tempi medi di permanenza dei visitatori e attrarre nuove tipologie di turismo. Un'innovativa operazione di mecenatismo, quella ideata da Graziano e dal vicepresidente di Inarch Ambrogio Prezioso. Con royalty da destinare a manutenzione, restauro e conservazione del sito.