Finanziamenti approvati si sbloccano i bandi. Giovedì la presentazione. È arrivato ieri da Bruxelles l'ultimo sì per il varo del Grande Progetto Pompei. La Commissione europea ha approvato definitivamente il finanziamento per «la preservazione, il mantenimento e il miglioramento» del sito archeologico di Pompei che consentirà l'accesso ai 105 milioni di euro finanziati con fondi europei e con contributi nazionali. «Noi abbiamo dato semaforo verde per questo grande progetto di restauro - ha detto il commissario europeo per le politiche regionali Johannes Hahn - non soltanto nell'interesse dell'Italia ma dell'intero patrimonio archeologico europeo. Sono convinto che ciò avrà un impatto positivo sul settore turistico ed economico nell'area con l'estensione sulle vite di tutti i cittadini della regione». È davvero pronta a partire, dunque, la macchina che entro il 2015 porterà gli Scavi fuori dalla vergognosa emergenza finita sotto i riflettori del mondo dopo il crollo della Schola Armaturarum a novembre del 2010. In queste ore si stanno dando gli ultimi ritocchi ai primi 5 bandi per il consolidamento e il restauro di 5 domus. Dovranno invece essere pronti per la metà di aprile quello per la riduzione del rischio idrogeologico nel terrapieno a ridosso di via dell'Abbondanza, per il 31luglio quelli per la messa in sicurezza di tre Regiones e quello per il consolidamento e il restauro delle murature e dei decori e l'apertura di almeno una domus chiusa, ed entro il 31 dicembre, infine, i bandi per la messa in sicurezza delle altre cinque Regiones. Tempi e modi per l'avvio del programma verranno precisati il 5 aprile in una conferenza stampa dal ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, insieme ai responsabili degli Interni Rosanna Cancellieri e della Coesione Sociale Fabrizio Barca che nei mesi scorsi hanno sottoscritto un «protocollo di legalità» per blindare gli appalti con cui verranno spesi i 105 milioni. Quello che Ornaghi ha definito un «modello di cooperazione interistituzionale rafforzata» si è dimostrato fin dall'inizio, per l'Ue, un esempio di buona pratica. Si tratta «dell'intervento più grande degli ultimi decenni», commenta il governatore della Campania Stefano Caldoro, ricordando come l'idea del Grande Progetto sia nata da una riunione con l'allora ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto e dall'«intuizione» di rimodulare il programma destinato agli «Attrattori culturali, naturali e turismo» di Campania, Puglia, Calabria e Basilicata, sul risanamento di Pompei. «Un solo grande progetto - ci tiene a sottolineare Caldoro - frutto della logica della governance messa a punto con Fitto in una visione globale». Il Grande Progetto Pompei, specifica una nota di Bruxelles, assicurerà il consolidamento delle strutture del sito archeologico a cominciare dall'area ad alto rischio risultante dalla mappa del rischio del sito disegnata dalla Soprintendenza, la costruzione di un sistema per la canalizzazione e il drenaggio nell'area non scavata che insiste a ridosso delle domus antiche, lavori di consolidamento, restauro e miglioramento in linea con il metodo della manutenzione programmata, il perfezionamento della formazione del personale.
POMPEI - Pompei, da Bruxelles ultimo sì ai restauri
La Commissione europea ha approvato definitivamente il finanziamento per il Grande Progetto Pompei, un progetto di restauro e preservazione del sito archeologico di Pompei. Il progetto, che prevede l'accesso ai 105 milioni di euro, sarà realizzato entro il 2015. I bandi per il consolidamento e il restauro di 5 domus sono stati pronti, mentre quelli per la riduzione del rischio idrogeologico, la messa in sicurezza di tre Regiones e il consolidamento e il restauro delle murature e dei decori sono previsti per la metà di aprile. I bandi per la messa in sicurezza delle altre cinque Regiones e per l'apertura di almeno una domus chiusa saranno presentati entro il 31 dicembre.
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