I figuranti si lamentano anche per gli incassi ridotti: siamo qui da tanti anni e nessuno ci manderà via «Ci vogliono mandare via solo per sostituirci con qualcuno della cricca di Tredicine». Il giorno dopo lannuncio dellimminente cacciata dei gladiatori da sotto il Colosseo, tra i centurioni del Terzo Millennio regna la rabbia. «Dopo averci illuso per anni, ora ci cacciano. Perché? E come mai non ci hanno convocato prima di ideare lalbo?». Mauro si considera uno dei gladiatori "anziani". Si veste con calzari e corazza dal 1995. «Il primo elmo lho fatto ricoprendo di pelle il sotto di uno scopettino da water ï ricorda -. Il vestito invece lho ricavato da un vecchio divano. Ma è dal 90 che lavoro qui, prima vendevo souvenir abusivamente». La decisione della Sovrintendenza ai beni archeologici di smantellare il suk del Colosseo entro il 6 aprile non va giù neanche a Davide, da oltre 10 anni allombra degli archi dellAnfiteatro Flavio. «Ma lo faccio solo per sostentare la mia vera passione, la pittura. Anche perché ormai si guadagna poco: massimo 40 euro al giorno». Davide ha provato a parlare con Giordano Tredicine, vicecapogruppo del Pdl in Campidoglio, che meno di un mese fa ha presentato una proposta di delibera in cui si istituisce un albo dei gladiatori e una tariffa fissa (10 euro) per le foto, ma non è stato ricevuto. «Ci ha lasciato a parlare con la sua segretaria ï racconta -. Da anni chiediamo una regolamentazione della professione. Con labrogazione dellarticolo 121 che disciplinava gli artisti di strada, compresi noi centurioni, viviamo nella paura di perdere il posto. Gli approfittatori sono una minoranza». «Se facessimo qualcosa di illegale i vigili che ogni giorno sono qui ci avrebbero già mandati via ï osserva Massimo, Marco Antonio postmoderno solo da poco ï. Non vorrei che fosse solo una mossa politica». «Non è giusto che ci mandino via dopo 18 anni» protesta Fabio, il "fondatore" della dinastia dei gladiatori, con un filo di voce. Dopo aver perso il lavoro in un teatro, nel lontano 1994, lui e sua moglie si sono reinventati antichi romani per i turisti. Ed è stato un successo. «Il problema è che siamo diventati troppi», continua. Se negli anni Novanta erano solo una decina, oggi i figuranti dalla corazza dorata che fermano i turisti allurlo di "take a picture!" sono oltre 40. Tanto che, ormai, hanno turni prestabiliti e postazioni ben precise. Che vanno rispettate. «Non è vero ï lo zittisce il figlio Gianni, 42 anni e tre bambini da mantenere ï è colpa del Comune che non ci ascolta. Se dobbiamo pagare le tasse, le pagheremo. Basta che ci lasciano lavorare. Io da qui non mi muovo».
ROMA - I gladiatori tra rabbia e voglia di resistere "Vogliono metterci gli amici di Tredicine"
I gladiatori del Colosseo si sono riuniti per discutere della loro situazione. Molti sono stati costretti a lasciare il loro lavoro a causa della decisione della Sovrintendenza ai beni archeologici di smantellare il suk del Colosseo entro il 6 aprile. Alcuni hanno provato a parlare con Giordano Tredicine, vicecapogruppo del Pdl in Campidoglio, ma senza successo. I gladiatori chiedono una regolamentazione della loro professione e una tariffa fissa per le foto. Alcuni hanno lavorato per anni senza ricevere una retribuzione adeguata, con un massimo di 40 euro al giorno. I gladiatori si sentono ingiustamente trattati e chiedono di essere ascoltati.
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