Alla più importante fiera del settore in calo gli espositori e niente Fondazione Carife. Focus su qualità e sistemi d'impresa Il tesoro della cultura e dell'arte va pazientemente custodito, svelato con cura e attenzione, valorizzato senza tradimenti. Nei padiglioni che da ieri mattina e fino a sabato pomeriggio ospitano Restauro, il salone specializzato che a Ferrara è in pratica di casa, si respira un'atmosfera in perenne ricerca di equilibrio. Eppure non è facile, anche questo settore è colpito dalla crisi economica. Gli espositori sono diminuiti rispetto alla scorsa edizione (ora 215, dodici mesi fa erano 243), per di più il contributo della Fondazione Carife è venuto meno: il presidente Piero Puglioli ieri ha dato appuntamento all'anno prossimo. «E' vero che in questo contesto in fiera generalmente si vende meno - riconosce Nicola Zanardi, presidente di Ferrara Fiere - però un ritrovo annuale come questo, di cui siamo orgogliosi, è indispensabile per mantenere e accrescere relazioni di tipo scientifico e professionale». L'edizione numero 19 della rassegna è il frutto organizzativo di Acropoli, la società di Carlo Amadori: «Purtroppo troppo spesso - dice il curatore di Restauro - ci dimentichiamo dell'importanza dei beni culturali, di quanto il nostro paese sia legato all'immagine delle sue bellezze artistiche. Noi a Ferrara cerchiamo di aggregare tutto quanto ruota attorno a questo mondo». Una novità di quest'anno è il coinvolgimento ufficiale degli Ordini nazionali di architetti, ingegneri e geometri, i cui iscritti, prosegue Amadori, «sono particolarmente attesi visto il grande spazio espositivo e le tante conferenze anche a carattere internazionale». In questo senso l'attenzione è più focalizzata rispetto al passato sui temi della rigenerazione urbana, dei sistemi di impresa e delle politiche di finanziamento, di spiccato interesse per gli appartenenti al mondo delle professioni. Altra presenza di prestigio, quella della Presidenza del consiglio dei ministri, cui si deve il progetto "I luoghi della memoria", serie di restauri effettuati sui monumenti simbolo della nazione per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Insomma, nonostante le difficoltà, il salone si mantiene bello vivace. «Stiamo parlando della principale fiera di settore», sottolinea Antonella Mosca, del ministero dei Beni culturali, che per l'occasione sfodera la consueta ricca dote di stand degli istituti centrali del restauro, delle direzioni generali, regionali e delle soprintendenze. Alla cerimonia del taglio del nastro sono intervenuti inoltre il vicesindaco di Ferrara e assessore alla cultura Massimo Maisto, Manuela Paltrinieri in rappresentanza della Provincia, il presidente della Camera di Commercio Carlo Alberto Roncarati, il docente del dipartimento di architettura Marcello Balzani a nome dell'Università e Carla Di Francesco della Direzione regionale dei Beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna.