La lettera «La piazza dovrà essere ripulita entro e non oltre il giorno 6 aprile». I camion bar devono sparire dal Colosseo. E con loro i figuranticenturioni e tutte le attività di vendita di souvenir. Per la via Crucis Roma sta per mostrarsi al mondo e deve farlo nel modo migliore, così ha deciso la Soprintendenza speciale per i beni archeologici. «Il decoro della piazza, in ottemperanza alle disposizioni elencate, dovrà essere ripristinato entro e non oltre la celebrazione solenne della via Crucis il giorno 6 aprile e successiva attività di cantierizzazione delle opere connesse alla realizzazione della linea C della metropolitana», così è scritto nel documento inviato dalla soprintendente Mariarosaria Barbera al Campidoglio. In particolare all'assessore al commercio Davide Bordoni, alla cultura Dino Gasperini e al presidente del I municipio Orlando Corsetti. Un atto forte, perché non si limita ad invitare il Comune all'adempimento dello sgombero di tutte le attività commerciali, ma ne decide l'esecuzione, invocando precedenti disposizioni di vincoli (firmati dall'allora soprintendente Adriano La Regina), il primo è dell'86. E naturalmente il codice dei Beni culturali e del paesaggio. «La via Crucis del venerdì Santo è un'occasione che non possiamo perdere per mostrare Roma al meglio, i luoghi come Colosseo e Fori devono tornare al loro adeguato decoro - spiega la soprintendente Mariarosaria Barbera -, anche perché protetti da un decreto». Il documento è preciso chiede la rimozione di tutti i punti vendita esistenti all'interno della piazza, l'allontanamento di quelli posti a ridosso dell'ingresso e dell'uscita dei visitatori (uno dei quali coincide con l'uscita d'emergenza). Ma il decoro invocato dalla dottoressa Barbera si spinge fino ai Fori, «analogo provvedimento sarà assunto nei confronti della postazione commerciale in largo Romolo e Remo, lungo la via dei Fori Imperiali, la cui presenza inibisce completamente la visibilità dell'accesso al compendio demaniale del Foro romano». La disposizione ministeriale non si limita a chiedere lo sgombero delle attività, ma chiede la (ri)convocazione di un tavolo tecnico (già avviato nel 200708) con gli uffici competenti, per riesaminare tutte le problematiche relative al commercio nelle aree archeologico-monumentali. «Sono sicura di poter avere la collaborazione del Comune - conclude Barbera - perché credo che il ripristino del decoro in luoghi come il Colosseo e Fori Imperiali sia anche un loro interesse così come lo è della soprintendenza. Il rispetto delle regole è una priorità, ne sono certa, di tutte le istituzioni». L'allontanamento delle attività commerciali per la via Crucis non stupisce l'assessore al Commercio, Davide Bordoni, «si faceva già in passato, ma dopo dovranno tornare», commenta. Ma nella disposizione della soprintendenza è scritta davvero un'altra cosa.