Si è costituito anche a Catania il comitato «Salviamo il paesaggio. Difendiamo i territori», un forum nazionale nato, nell'ottobre scorso in provincia di Milano, con l'obiettivo di fermare la cementificazione selvaggia. In questa prospettiva la prima campagna lanciata dal movimento è la richiesta di un censimento, su base comunale, per reperire dati certi su quanti sono i fabbricati industriali e le abitazioni, quanti di questi sono vuoti o sfitti o non utilizzati e quante le aree edificabili residue e nuove. Il forum nazionale ha già inviato questa richiesta al Comune di Catania, ma, a supportarla, sarà analoga domanda sostenuta dalle firme dei cittadini che il comitato s'impegna a raccogliere a sostegno di questo censimento. In Italia, negli ultimi 30 anni, sono stati cementificati circa 6 milioni di ettari, un quinto del territorio, e si continua a costruire sebbene sia stato calcolato che le case vuote siano più di 10 milioni. Il nuovo cemento è inutile, dunque, e, per di più, consuma un bene non rinnovabile e contribuisce al collasso di un settore, quello edilizio, che potrebbe trovare occasioni d'impresa e di lavoro nella riqualificazione dei tessuti urbani esistenti. Un approccio, questo teso alla salvaguardia del suolo, che contribuisce alla tutela dell'ambiente e della salute, che si traduce in prevenzione dai danni causati da alluvioni e frane frutto dell'eccessiva impermeabilizzazione del suolo, ma anche in legalità, in conservazione dell'identità architettonica e in occasione d'incremento turistico. «Non è un caso - sostiene la giornalista Valentina Vella, referente del comitato di Catania e provincia - che il settore turistico che oggi va per la maggiore sia quello naturalistico, proprio perché gli spazi non edificati oggi sono una risorsa rara sempre più richiesta. E non è un caso che uno dei centri commerciali più grandi d'Europa si trovi proprio in Sicilia, una delle aree più depresse del Continente». Di qui l'invito a firmare la richiesta di censimento delle case e dei fabbricati nella convinzione che sarà possibile dimostrare, dati alla mano, che «Catania non ha bisogno di nuove costruzioni, ma piuttosto di uno sviluppo basato sul recupero degli spazi verdi e del proprio centro storico, al momento fatto di palazzi d'epoca pericolanti e in stato di totale abbandono». Un approccio che sollecita anche una modifica dei megaprogetti che, a breve, cementificheranno la costa, al lungomare come alla Plaia. «Progetti che prevedono poli attrattivi con strutture inutili, anacronistiche e dannose, come campi da golf e parcheggi. E questo proprio in un periodo storico che vede le amministrazioni più virtuose d'Italia impegnarsi in politiche fatte di mezzi pubblici efficienti, di sentieri in legno e verde e di percorsi in bici, anzicchè parcheggi e passerelle in cemento». E' possibile firmare per la richiesta di censimento del forum «Salviamo il paesaggio. Difendiamo il territorio» contattando il numero 347.0535922; o al Museo dell'erboristeria sotto l'arco delle Benedettine, dalle 17 alle 21, da martedì a sabato; oppure all'indirizzo mail salviamoilpaesaggio.catania gmail.com Nei prossimi giorni si potrà firmare anche nei banchetti: sabato 31, dalle 10 alle 14, all'angolo tra via Etnea e via Umberto; domenica 1 aprile, dalle 10 alle 13, alla «Fera bio» al monastero dei Benedettini; e sabato 7 aprile, dalle 10 alle 14, in piazza Stesicoro. Alla campagna hanno già aderito Cittàinsieme, Forum dell'acqua e Wwf e numerosi cittadini e, in Italia, 10.000 persone e oltre 600 associazioni.