la sede dellassessorato regionale ai beni culturali di palermo Il Comune ha notificato il ricorso al Tar per l'annullamento del decreto di adozione del Piano paesaggistico della provincia. Il dirigente dell'ufficio legale, Salvatore Bianca, ha dato seguito al mandato conferitogli dalla Giunta la scorsa settimana e ha chiamato in causa l'assessorato regionale ai Beni culturali e la Soprintendenza, raccontando i fatti fin dal decreto assessoriale del settembre 2010, con cui la Regione aveva disposto l'avvio dell'attività di concertazione istituzionale per l'adozione del Piano relativo ai Comuni della provincia. Da allora si sono svolti diversi incontri in cui il Comune avrebbe rappresentato, sia per iscritto sia verbalmente, alcune delle criticità che oggi vengono contestate: le cartografie di base sulle quali era stata redatta la proposta di Piano non erano aggiornate; i confini delle aree sottoposte a vincoli non erano esattamente definiti, determinando confusione e incertezze sulla loro estensione; l'elaborazione del Piano non era avvenuta con la partecipazione degli uffici tecnici dei comuni interessati; mancava la Valutazione ambientale strategica; il Piano paesaggistico stravolgeva e rendeva inattuabile il Prg approvato nel 2007. L'avvocato Bianca ritiene dunque illegittima l'adozione del Piano e ne chiede la sospensione prima e l'annullamento poi, elencando otto motivi a supporto della sua tesi: l'incompetenza dell'assessore regionale all'adozione del Piano, che avrebbe dovuto essere approvato dal dirigente; la mancanza della Vas in fase endoprocedimentale (quindi prima) all'adozione del Piano; eccesso di potere per difetto di istruttoria; mancanza di concertazione preventiva con i Comuni e di comparazione con gli atti di pianificazione comunale oltre alla presunta violazione dell'aspetto procedimentale, informativo e partecipativo del Piano con gli altri soggetti portatori di interessi. Il quinto motivo riguarda l'obbligo di fissare il termine di conclusione del procedimento, dato che «non è previsto alcun termine di durata della fase di adozione del Piano, ragion per cui le incisive misure di salvaguardia potrebbero protrarsi per un tempo indefinito». Aspetti, questi ultimi, che riguardano un presunto vuoto legislativo del governo regionale. Il Piano, sempre secondo il ricorso redatto dall'avvocato Bianca, è stato elaborato su una cartografia in cui non è possibile individuare con esattezza i confini delle aree interessate dai differenti livelli di tutela con conseguenti difficoltà interpretative. Infine, la Regione avrebbe ecceduto nell'individuazione facoltativa dei beni da sottoporre a particolari misure di salvaguardia senza fornire adeguate ragioni e quindi incidendo con prescrizioni superflue su aree sprovviste di valori culturali o ambientali da salvaguardare. In ultimo, sono state determinate prescrizioni a cui dovrebbero attenersi le nuove costruzioni per essere compatibili col paesaggio salvaguardato, introducendo un vincolo di inedificabilità assoluta non previsto dalla legge, dando per scontato che le aree sono compromesse e devono essere inserite in progetti di recupero urbanistico-ambientale. Adesso la parola passa ai giudici. 29032012
SICILIA - Il Comune il Piano e il Tar
Il Comune di Palermo ha notificato al Tar il ricorso per l'annullamento del Piano paesaggistico della provincia. L'avvocato del Comune, Salvatore Bianca, ha presentato il ricorso, contestando l'adozione del Piano. I motivi del ricorso sono stati elencati, tra cui l'incompetenza dell'assessore regionale, la mancanza di concertazione preventiva con i Comuni, la violazione dell'aspetto procedimentale, informativo e partecipativo, e l'obbligo di fissare il termine di conclusione del procedimento. Il Piano è stato elaborato su una cartografia in cui non è possibile individuare con esattezza i confini delle aree interessate dai differenti livelli di tutela.
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