Cinquantacinque tavole ottocentesche e acquerelli che raffigurano frutta e verdura dellepoca Recuperati gli uffici del re e della regina. Carlo III pensò al progetto prima ancora della Reggia di Caserta Sono state recuperate 15 stanze e aperte al pubblico, rifatto anche il viale Carlo III Nuovi pannelli raccontano la storia delle sale. Individuano lo studio del re e quello della regina, ripercorrono le destinazioni degli arredi. Un restauro ex novo del viale Carlo III, nel bosco superiore della Reggia, lo ha riportato a come era nel '700, con la sua pavimentazione originaria, i cordoli in tufo, i pozzi. Cinquantacinque tavole ottocentesche, acquerelli che raffigurano le specie di frutta e ortaggi dellepoca, sono state restaurate grazie allintervento di un privato. Quindici sale sono state recuperate ed aperte al pubblico aggiungendosi alle 20 inaugurate 3 anni fa. Tutto questo nella Reggia borbonica di Portici, grazie allintervento della Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici, della facoltà di Agraria della Federico II, della Provincia, dei carabinieri del Nucleo tutela dei beni culturali e dello sponsor "Rossopomodoro". Così da qualche giorno lantico appartamento reale della Reggia borbonica di Portici ospita anche una mostra dal titolo "Il sito Reale di Portici dai Borbone allUnità dItalia", che racconta cosa ha rappresentato quella residenza reale e lo fa attraverso cimeli, oggetti e pannelli espositivi che fanno luce sulla storia del sito ma anche dellintera area vesuviana, «dai suoi albori sino alla decadenza, dalla venuta dei Borbone al grande processo storico del Risorgimento, senza dimenticare la storia dei nostri giorni» spiegano gli organizzatori. Ed è larchitetto Tommaso Russo, della Soprintendenza, ad aver progettato lintervento, insieme ad unaltra funzionaria della Soprintendenza, Annalisa Porzio. «Sono stati recuperati due busti abbandonati nei giardini, quelli della regina Margherita e del re Umberto, ora sistemati al piano nobile della Reggia». La dimora fatta costruire da Carlo III prima ancora della realizzazione della Reggia di Caserta (il progetto partì nel 1738), è uno degli esempi della politica del sovrano che aveva al centro un programma di opere pubbliche e di rappresentanza nel Regno di Napoli. Un palazzo da anni oggetto di successivi interventi volti alla sua valorizzazione ed al pieno recupero delle bellezze artistiche ed architettoniche. Ora lintento «è valorizzare il percorso dellala sud-est, quasi tutta recuperata e allestita con il museo didattico sullHerculanense Museum nel Quarto dei reali Infanti, con il recupero dellappartamento del re e con gli acquerelli botanici ottocenteschi del Museo delle scienze agrarie nel corridoio verso Resina». Qui, infatti, grazie al contributo di Rossopomodoro, 55 tavole ottocentesche dipinte a mano, che raffigurano frutta ed ortaggi. Un lungo percorso espositivo, quello adesso proposto ai visitatori, che si apre con lo Scalone Monumentale e giunge fino alla Terza Anticamera, passando per le 20 sale dellHerculanense Museum, testimonianza settecentesca di quello che fu il primo ed il più importante museo archeologico voluto da Carlo di Borbone nel 1758 per la raccolta delle antichità provenienti da Ercolano. Ed ecco la Sala Pompeiana, con lesposizione di cartoline di Portici tra Otto e Novecento, con le immagini del "Miglio doro" negli anni del suo massimo splendore. E infine gli inventari storici e le cartografie che raccontano la storia del passaggio da sito reale a bene pubblico, e la storia della Real Scuola di Agraria nata nel 1872. In esposizione cè evidentemente anche dellaltro, ma lintervento della Soprintendenza «non ha trascurato gli spazi esterni - aggiunge Russo - e in particolare il viale Carlo III: 500 metri di viale interamente restaurato, e ora dotato di un impianto di illuminazione, a led, particolarmente suggestivo».
CAMPANIA - Portici: splendono le sale borboniche del '700
La Reggia borbonica di Portici, un palazzo fatto costruire da Carlo III prima della Reggia di Caserta, è stato oggetto di un'intensa attività di recupero e valorizzazione. Cinquantacinque tavole ottocentesche e acquerelli che raffigurano frutta e verdura dellepoca sono state restaurate grazie allintervento di un privato. Quindici sale sono state recuperate e aperte al pubblico, aggiungendosi alle 20 inaugurate 3 anni fa. La Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici, la facoltà di Agraria della Federico II, la Provincia e i carabinieri del Nucleo tutela dei beni culturali hanno collaborato allo sviluppo del progetto.
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