Difficile valutare un'opera d'arte. Jianping Mei e Michael Moses, docenti di Finanza alla Sterri School of Business della New York University, hanno elaborato un indice che collega la finanza all'investimento in beni artistici. Raccogliendo i dati sulle transazioni di dipinti delle case d'asta Christie's e Sotheby's di New York a partire dal 1950 e cercando di ricostruire utilizzando i cataloghi archiviati presso la New York Library i precedenti passaggi in asta di ciascuna opera, i due professori hanno costruito, dopo quindici anni di lavoro e avvalendosi della collaborazione di un centinaio di studenti, un database di 7.100 coppie di osservazioni (pari perciò a oltre 14.200 transazioni) che coprono un arco temporale che va dal 1875 ai giorni nostri. Per ciascuna opera sono prese in considerazione solo le variazioni di prezzo subite in più passaggi d'asta nel corso di un dato periodo di tempo (il cosiddetto metodo delle "vendite ripetute"). Il risultato è un indice il Mei-Moses Ali Art Index in grado di misurare la performance del mercato dell'arte nel tempo, così come accade ad esempio nel caso dello Standard Poor's per il mercato azionario americano. Sfruttando la mole di dati raccolti, i due professori hanno raffinato l'analisi costruendo indici di sottocomparti del mercato dedicati agli impressionisti, agli artisti americani, ai grandi maestri della pittura. Costruito secondo solide metodologie econometriche, l'indice diventa un utile strumento (benchmark) di valutazione del portafoglio e di orientamento nelle scelte di asset allocation. Diventa per esempio possibile stimare il prezzo "equo" di una certa opera d'arte, tenuto conto dell'andamento del mercato (o meglio ancora di un comparto del mercato dell'arte cui l'opera in esame appartiene) su un dato orizzonte temporale di riferimento. A questo punto è possibile confrontare il rendimento dell'arte rispetto al rendimento di forme di investimento più tradizionali come le azioni e, a seconda dell'orizzonte temporale preso in esame, il confronto fa emergere risultati differenti e diversi andamenti dei mercati. In generale, i ricercatori rilevano che dal punto di vista di un investitore istituzionale può risultare conveniente investire in arte fino al 10 del patrimonio gestito. Ma non va dimenticato che gli investimenti in arte sono poco liquidi, presentano costi di transazione molto elevati e non pagano flussi di cassa nella forma di dividendi o di cedole. Perciò investire in bellezza conviene in un'ottica di investimento di lungo termine (come di fatto accade nel caso dei fondi pensione o delle compagnie di assicurazione); infatti, il periodo medio di detenzione di un'opera d'arte, tenuto conto della frequenza dei passaggi in asta, si aggira intorno ai 30 anni. Solo se l'orizzonte temporale di investimento è sufficientemente lungo, è possibile "ammortizzare" gli elevati costi di transazione che i passaggi in asta comportano. Attenzione perciò a chi, senza le dovute cautele, evidenzia rendimenti eccezionali dell'arte su un orizzonte di pochi mesi. Da ultimo l'arte può attestarsi come forma di garanzia (collateral) sottostante a prestiti di lungo termine, grazie al suo elevato "tasso di sopravvivenza". Basandosi sui dati storici degli ultimi 50 anni, infatti, Mei rileva che circa il 97 degli artisti compresi nell'indice sono ancora noti e "scambiati", ma solo il 20 dei titoli dello SP'5OO di cinquanta anni fa sono tuttora compresi nell'indice. L'attuale interesse per l'investimento in arte è confermato dall'attività di ricerca e di formazione che Sda Bocconi sta svolgendo nell'ambito del segmento Private banking Wealth management, coordinato da Paola Musile Tanzi. «La nostra presenza nell'ambito dell'art banking spiega la docente è frutto del continuo interscambio con esperti del settore, come testimonia il primo workshop sull'art banking, realizzato lo scorso settembre e della crescita di competenze nell'ambito della squadra di docenti Sda Bocconi. Ad esempio grazie a Brunella Bruno, docente dell'Area Intermediazione finanziaria e Assicurazioni, i risultati della rigorosa analisi compiuta da Mei e Moses saranno presto divulgati e offriranno oggetti-vita in un campo dove è difficile riconoscere la qualità del bene artistico e la variabilità delle sue valutazioni».