Il ministro incontra gli amministratori e propone un piano per Roma. Più raccolta differenziata La Provincia aiuterà il prefetto In piedi lipotesi di utilizzare gli invasi dei poligoni militari Sembra luovo di Colombo ma, in realtà, quello che per il ministro dellAmbiente rende stringente il Piano è proprio laccordo in sé che, spiega, «dovrà essere sottoscritto entro il 30 aprile dagli Enti locali, dalle aziende titolari degli impianti di trattamento, degli impianti per la preparazione del compost, e di quelli di recupero energetico». Il piano industriale dellAma, insomma, «deve rientrare nellaccordo vincolante e dovrà adeguarsi». Lobiettivo è quello di portare in discarica entro il 2014 il 20 dei rifiuti di Roma, già trattati, come viene richiesto dalle normative europee. Il piano della Regione, seppur non esplicitamente, viene accantonato. «Non è possibile agire in due fasi - spiega Clini - cioè cercare discariche che facciano fronte alla chiusura di Malagrotta e aspettare che si metta in moto il ciclo dei rifiuti. La prevenzione dellemergenza richiede di lavorare contestualmente con tutte le componenti del ciclo rifiuti cioè con il potenziamento della differenziata ma soprattutto del recupero dei rifiuti». Per far questo i 4 impianti di trattamento dei rifiuti dovranno lavorare a pieno regime e un quinto si rende necessario: «Si farà e sarà a Paliano. Ci sono già incontri in corso», specifica il commissario ai rifiuti Giuseppe Pecoraro. Per Pecoraro, Clini chiederà un mandato più ampio, «in maniera tale - afferma - da poter esplorare siti ulteriori per la discarica». Gli attuali sette siti, ricavati dallo studio della Regione, per un motivo o per un altro non sono adeguati: «Vincoli inderogabili e in particolare su Riano, Corcolle e Pian dellOlmo. Per questo nessuno dei sette può essere scelto come località alternativa per Malagrotta», spiega il ministro. Lo stop arriva dal ministero dei Beni culturali e dallautorità di bacino del Tevere. Lo ammette anche Pecoraro: «I sette siti erano e sono problematici, il ministro ha fatto riferimento ai tre, per così dire, con meno problemi. Lauspicio è non tornare verso questi se ci sono altri siti disponibili. Spero che ci siano». Ad aiutare il prefetto, scartati Regione e Comune, ci sarà la Provincia di Roma che fornirà non tanto alternative quanto materiale e studi sul territorio. Intanto, tra le ipotesi circolanti, spuntano anche i poligoni di tiro della Difesa. Non Allumiere, però, troppo distante da Roma. Dal documento del ministero, si evince che per i tecnici di Clini, il sito più adeguato sarebbe quello di Monti dellOrtaccio, troppo vicino a Malagrotta e contro il quale si sono compattati gli enti locali. Pizzo del Prete, invece, dove per la Polverini sarebbe sorto limpianto definitivo non dà garanzie sulla «tempistica della realizzazione degli scavi e delle opere necessarie». Si procede a ritmo serrato, bisogna fare in fretta e per questo Clini chiederà al consiglio dei ministri di agire per decreto. Poi, il ministro si toglie un sassolino: «Noi non vogliamo commissariare Roma ma fare un piano perché noi pensiamo che i cittadini che hanno eletto i loro rappresentanti abbiano diritto ad avere da loro delle risposte». Tra i partiti, lopposizione approva la mossa di Clini: «Lannuncio di un decreto per salvare Roma - attacca Esterino Montino, Pd - è la conferma definitiva e clamorosa della disfatta di Alemanno e Polverini». Dello stesso avviso la collega Daniela Valentini: «Tutto quello spiegato dal ministro lavrebbe dovuto fare Alemanno e non lha fatto». Di «bocciatura senza mezzi termini» del Piano rifiuti regionale parlano Luigi Nieri, Sel e Vincenzo Maruccio, Idv. Per i Verdi, Nando Bonessio, però, ricorda che Roma «non ha ancora impianti con la tecnologia adeguata per raggiungere gli obiettivi proposti da Clini».