Laltro giorno ha avuto un notevole successo la visita guidata al carcere di San Vittore organizzata dal Fai (Fondo per lambiente italiano). Per una volta si è pensato di portare un gruppo di cittadini a vedere un esempio di archeologia carceraria, però tuttaltro che abbandonata, ma anzi funzionante molto al di là della sua capienza originaria. Hanno appreso che il carcere fu costruito fra il 1872 e il 1879, sul modello allora pionieristico del panopticon, e cioè una struttura a raggi che rendeva più funzionale la sorveglianza. E, nello stesso tempo, impediva ai detenuti qualunque contatto visivo con il mondo esterno. Dalla fine dellOttocento, tutti gli edifici industriali sono stati abbandonati. Fa eccezione lindustria della reclusione, che per esempio a San Vittore ha scelto di peggiorare le condizioni di vita, sia per i detenuti che per il personale. Di fatto, questo progresso al contrario ha rappresentato un sovrappiù di punizione, che per chi ha commesso reati e per i sorveglianti si ritiene evidentemente giustificato. È una buona cosa che un gruppo di cittadini abbia avuto accesso al carcere. Forse bisognerebbe rendere obbligatorie queste visite per alcune categorie specifiche: magistrati, politici, giornalisti, forze dellordine.