L'intervento è stato realizzato anche grazie a un contributo della Fondazione Cariparma Le note travolgenti dei violoncellisti Dirk Chris Vanhuyse e Simonetta Bassino del «Giordani Violoncello Duo» hanno avvolto ieri la Badia di Torrechiara in un'atmosfera nuova di contemplazione. Il silenzio prezioso di questo mistico luogo è stato elegantemente interrotto dalla musica dei due artisti di fama internazionale che hanno dato inizio alle inaugurazioni dopo i lavori di restauro della badia ai quali sarà dedicata la giornata del 5 maggio prossimo. Un lavoro di équipe a più mani che ha visto coinvolti architetti, restauratori, archeologi, chimici e petrografi e in particolare Marina Ferrari della Soprintendenza ai Beni architettonici di Parma e Piacenza, Mariangela Giusto della Soprintendenza ai Beni storici e artistici di Parma e Piacenza, Giovanni Signani e Barbara Zilocchi che hanno progettato e diretto i lavori, EsedraResaturi e Mani Restauri. I lavori, in parte finanziati dalla Fondazione Cariparma, hanno riguardato il restauro dei paramenti esterni tardo quattrocenteschi, il fronte sul sagrato e due stanze interne del monastero con i loro affreschi. Un affresco in particolare, attribuito a Camillo Rondani, ha richiesto particolare cura e premura e ha fatto da monito alle fasi di lavoro grazie all'invito all'operosità e alla prudenza che riportava come motto al suo interno. «Nulla in fase di restauro è stato lasciato al caso - ha spiegato Barbara Zilocchi -. E' il primo caso a Parma e Piacenza in cui ogni momento di lavoro è stato monitorato al fine di essere inserito nel sistema Sicar del ministero dei Beni culturali. Una volta inaugurati i lavori sarà possibile ripercorrerli in ogni loro passaggio. Tutta l'impresa compiuta sarà presentata a Bressanone in luglio in occasione del congresso internazionale del restauro». Presenti al concerto Luciano Serchia per la Soprintendenza, padre Filippo e l'abate Giacomo Basso, Stefano Bovis (sindaco di Langhirano) e l'assessore provinciale Giuseppe Romanini. Costruita per volere di Pier Maria Rossi, la nascita della badia risale al 1471. Fu Papa Sisto IV a rilasciare l'autorizzazione per l'istituzione della comunità, aggregandola alla congregazione benedettina riformata di Santa Giustina di Padova. Poi, dopo secoli, il restauro: la Soprintendenza iniziò a recuperarla dopo il terremoto del 1983. «Da oltre 10 anni la Soprintendenza segue questo luogo - ha concluso la Zilocchi -. Campanile, belvedere, chiostro, foresteria sono stati sistemati nel tempo. L'abbazia inoltre offre un percorso museale e un salone per conferenze e incontri». E recentemente è stata presentata anche una pubblicazione con sezioni dedicate all'architettura e al cicli pittorici eseguiti nei secoli. Il libro, intitolato «L'abbazia benedettina di Santa Maria della Neve a Torrechiara», è curato da Fabrizio Tonchi e Barbara Zilocchi ed è edito per iniziativa della Fondazione Cariparma, dalle Grafiche Step.